
"Le società straniere devono porre maggiore attenzione alla cura e alla protezione dei lavoratori". Queste le parole pronunciate dal vice premier cinese, Li Keqiang, all'amministratore delegato di Apple, Tim Cook in visita a Pechino, con un chiaro riferimento ai problemi lamentati dagli operai cinesi sulle condizioni di lavoro loro imposte. Parole che Cook deve aver tenuto bene a mente quando in seguito ha visitato lo stabilimento della Foxconn (l'azienda taiwanese che per conto della società di Cupertino produce e assembla in Cina gli iPhone e gli iPad) a Zhengzhou, nella provincia centrale dell'Henan. Dopo l'ondata di suicidi di operai della Foxconn nel 2010 (motivati in gran parte da difficili condizioni di lavoro e salari troppo bassi), l'azienda della mela ha deciso via via di migliorare le condizioni lavorative diminuendo le ore di lavoro, aumentando gli stipendi e concedendo agli operai una serie di benefits. La fabbrica di Zhengzhou, aperta nel 2010, che conta oltre 120.000 operai, ha raggiunto una produzione giornaliera di 200.000 iPhone. Incontri istituzionali, visita a impianti e colloqui con funzionari di spicco del mondo delle telecomunicazioni. Tim Cook era per la prima volta nel paese del dragone in qualità di capo di Apple, vi era già stato nel 2010 per investigare sulla serie di suicidi alla Foxconn. Secondo i dati la Cina rappresenta per la Apple uno dei mercati (se non il mercato) più importanti, in quanto l'azienda di Cupertino pensa di incrementare sempre di più gli investimenti in questo paese. Il paese del dragone rappresenta in generale il più grande mercato al mondo per la telefonia mobile e il secondo mercato per la Apple che tuttavia recentemente ha visto la sua finora indiscussa supremazia messa quantomeno in pericolo dalla sorprendente ascesa di Samsung e di alcuni suoi prodotti. Tanto più che l'azienda di Cook deve ancora introdurre sul mercato cinese l'ultima versione dell'iPad. La Cina è dunque importante per la Apple, ma è anche fonte di preoccupazioni e problemi tuttora da risolvere. In primis quello con la Proview, l'azienda Taiwanese con la quale la società americana sta combattendo una serrata battaglia legale dagli esiti ancora non scontati. La Proview infatti sostiene di aver registrato per prima il marchio iPad, già nel 2001, mentre la Apple sostiene di averlo comprato da una sussidiaria della Proview, e quindi dalla Proview stessa, nel 2009. ATS
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