
Il Credit Suisse rimane nelle cifre nere: il numero due bancario elvetico ha realizzato nel secondo trimestre un utile netto di 1,57 miliardi di franchi, con una progressione del 29% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato, conseguito grazie ai floridi affari nell'investment banking, è però inferiore ai 2 miliardi dei primi tre mesi dell'anno. Ma se non si tiene conto di voci straordinarie, l'utile netto sale a 2,5 miliardi di franchi. Sui conti hanno gravato rettifiche di valore per 1,1 miliardi e costi per 0,5 miliardi di franchi in relazione alla transazione extragiudiziale con il gruppo chimico americano Huntsman. Un bonifico fiscale ha invece avuto un impatto positivo per 0,4 miliardi di franchi. Il risultato è stato definito "solido" da Brady Dougan, presidente della direzione. Gli analisti interrogati dall'agenzia Reuters avevano pronosticato in media un utile netto di 1,4 miliardi. Nel Private banking l'afflusso netto di fondi tra aprile e giugno ha raggiunto 10,7 miliardi di franchi. Nelle attività proseguite i fondi della clientela a fine giugno ammontavano a 1175 miliardi di franchi, pari a un incremento del 4,8% rispetto a fine marzo, un'evoluzione che deriva principalmente dall'andamento favorevole del mercato e dai nuovi fondi. Da un trimestre all'altro è migliorato anche il coefficiente di solidità del capitale, passato dal 14,1 al 15,5%. "Prevediamo che il contesto economico mondiale rimarrà difficile e che le condizioni operative continueranno a essere instabili. In ogni caso, se le condizioni dei mercati continueranno a migliorare contiamo di mantenere la buona dinamica dei nostri affari in tutti i settori d'attività, e anche se il contesto si dovesse inasprire crediamo di essere in grado di realizzare buone performance. I nostri clienti e i nostri azionisti apprezzano la solidità e la stabilità della nostra banca globale integrata", commenta il Ceo, citato in una nota.Il CEO Brady Dougan ha espresso soddisfazione per i buoni risultati nel secondo trimestre: essi "dimostrano che la strategia incentrata sui clienti e sull'efficienza del capitale funziona ottimamente, e che il nostro modello di business con una gestione rigorosa dei rischi costituisce una base valida per realizzare utili più sostenibili".La banca, ha aggiunto Dougan, prevede che "il contesto economico mondiale rimarrà difficile e che le condizioni operative continueranno a essere instabili". In ogni caso, ha concluso, "se le condizioni dei mercati continueranno a migliorare contiamo di mantenere la buona dinamica dei nostri affari in tutti i settori d'attività, e anche se il contesto dovesse peggiorare crediamo di essere in grado di realizzare buoni risultati".
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