
Cicor, gruppo sangallese specializzato nelle tecnologie per l'industria elettronica, ha avviato un programma di efficienza volto ad aumentare la redditività che prevede la vendita di uno stabilimento in Tunisia e la riduzione di 220 impieghi, pari al 5% della forza lavoro complessiva. In Svizzera i tagli interesseranno circa una decina di posizioni.
Attività trasferite in Marocco
Le attività produttive tunisine saranno trasferite in Marocco, ha indicato oggi la società. Le strutture dirigenziali in Svizzera, Germania e Francia saranno snellite. L'intero programma dovrebbe generare un miglioramento annuo ricorrente dell'utile operativo Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) superiore a 10 milioni di franchi.
Pesa anche la situazione geopolitica
Il gruppo ha peraltro confermato gli obiettivi finanziari per il 2026: ricavi tra 700 e 750 milioni di franchi e un Ebitda rettificato fra 70 e 80 milioni. Tra i rischi per il raggiungimento degli obiettivi figurano la situazione geopolitica, le fluttuazioni valutarie e la crescente scarsità di componenti. L'integrazione delle società acquisite nel 2025 procede secondo i piani.
Sul mercato di Zurigo l'azione Cicor si presenta oggi in ribasso frazionale. Dall'inizio di gennaio il titolo ha guadagnato il 7% e ampiamente positiva è anche la performance sull'arco di cinque anni: +155%.
Dal 1966 ad oggi
Fondata nel 1966 in Romandia con la ragione sociale di Cicorel, nel 1998 l'azienda è sbarcata in borsa. Oggi è una realtà con 4500 dipendenti presente in 14 paesi che offre soluzioni elettroniche avanzate nei rami della medicina, dell'industria, dell'aerospaziale e della difesa. Ha sede a Bronschhofen, nel canton San Gallo.

