
Chrysler prende altre misure straordinarie nel tentativo di rimettere in ordine la gestione industriale e finanziaria: il terzo produttore Usa di auto annuncia il taglio di 12mila posti di lavoro e l'uscita di produzione di quattro modelli. La 3decisione, spiega la società in una nota, si accompagna al proposito di ridurre i volumi di produzione negli impianti del Nordamerica. Il piano di ristrutturazione della compagnia di Detroit, controllata all'80% dal fondo di private equity Cerberus, include anche 5 stabilimenti americani, in aggiunta ai 13mila tagli decisi a febbraio. "La situazione di mercato è cambiata radicalmente", commenta il numero uno Bob Nardelli, per il quale il trend negativo dovrebbe proseguire anche nel 2008. La nuova manovra, che segue l'accordo con i lavoratori della Chrysler del sindacato Uaw sulla riduzione dei salari e della gestione separata dell'assistenza sanitaria, vuole riallineare i conti che scontano la forte concorrenza dei rivali dell'auto dell'estremo oriente, Toyota in testa. "Dobbiamo attrezzarci per lavorare in un mercato più piccolo - osserva da parte sua il direttore generale Tom LaSorda - a partire da una base di costi più rispondente al livello di utilizzo degli impianti". Sono invece destinati a uscire di produzione i modelli Dodge Magnum, Pacifica e Crossfire che saranno sostituiti nei prossimi 14 mesi dai veicoli ibridi Aspen e Dodge Durango. ATS
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