
Mentre il governo greco ha confermato di aver dato l'ordine di chiusura delle banche fino a lunedì 6 luglio (il giorno dopo il referendum sulla proposta dei creditori) e i bancomat riapriranno solo domani pomeriggio con un limite di ritiro massimo di 60 euro - ma non per gli stranieri, per chi è in possesso di carte di credito emesse da istituti non ellenici, e per chi dovrà ritirare la pensione -, dai mercati di Asia e Oceania arriva la prima reazione dell'euro alla rottura delle trattative tra la Grecia e i suoi creditori. La divisa unica, subito dopo l'avvio delle contrattazioni, ha ceduto quasi due cent nei confronti del dollaro, scendendo a circa 1,0985 dagli 1,1165 di venerdì.
L'euro cede anche nei confronti del franco svizzero, tradizionale porto sicuro nei periodi di incertezza, a quota 1,0251, il livello più basso da aprile scorso.
Intanto, le borse europee sono in preda al panico. A oltre mezz'ora dalla campanella iniziale i futures sulle piazze europee cedono il 5,8%.
Particolarmente colpite risultano Parigi e Francoforte. Gli analoghi contratti sui listini statunitensi cedono l'1,3% con l'indice Dow Jones) e l'1,45% con il Nasdaq.
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