
Agli svizzeri piacciono le casse automatiche dei supermercati: il 69% dei consumatori interpellati nell'ambito di un sondaggio afferma di registrare e pagare volentieri da solo gli articoli comprati. E uno su cinque applica questo metodo ogni volta che fa la spesa. Introdotte solo pochi anni or sono, le casse di self-checkout hanno preso piede con forza nel commercio al dettaglio elvetico, spiega la società di consulenza Deloitte in un comunicato odierno. Ciò è dovuto a Migros e Coop, che stanno puntando su questo sistema su vasta scala. Il cliente viene così trasformato in cassiere e il negozio riesce in qualche modo a esternalizzare il processo di pagamento. Alla maggioranza questo non dispiace: nella Svizzera tedesca il 20% fa ricorso alle casse automatiche in ciascun acquisto, il 23% in almeno la metà delle volte e il 22% più saltuariamente: i numeri sono ancora lievemente più elevati in Romandia (22%, 30%, 22%): secondo Deloitte la proposta legislativa in discussione a Ginevra di imporre una tassa punitiva su queste casse per favorire l'impiego è quindi completamente avulsa dai bisogni dei consumatori. Non sono disponibili informazioni sul Ticino. "I dati sono molto alti e dimostrano chiaramente che le casse automatiche sono giudicate positivamente", afferma Karine Szegedi, esperta di Deloitte Svizzera, citata nella nota. "I clienti hanno una buona sensazione quando acquistano, quando possono decidere da soli come effettuare il pagamento. Hanno anche l'impressione di risparmiare tempo, cosa che peraltro non sempre avviene nella realtà". Per i commercianti al dettaglio il nuovo sistema comporta una maggiore soddisfazione dei clienti, uno sfruttamento più razionale delle superfici e risparmi. "Sussiste però ancora un potenziale di miglioramento in termini di facilità d'utilizzo, di sicurezza e di riqualificazione dei dipendenti, che vanno sempre più utilizzati nella consulenza e nel servizio clienti", prosegue Szegedi. Più a lungo termine i commercianti potrebbero aggirare le stesse banche: gli acquisti verrebbero conteggiati direttamente sul conto del cliente. L'indagine effettuata dall'istituto Research Now su un campione rappresentativo di 1000 persone si è interessata anche in modo più ampio all'avanzare dello digitalizzazione nel settore della vendita. Il fatturato del commercio al dettaglio generato sul web è quasi raddoppiato dal 2010. Inoltre sono in pochi a comprare in un negozio fisico senza un supporto online: nell'83% dei casi lo smartphone o il laptop viene utilizzato prima, durante o dopo l'acquisto. Il confine fra il cliente online e quello offline tende quindi a scomparire, affermano gli specialisti di Deloitte. La digitalizzazione sta cambiando anche i modi di pagamento: nel 2000 circa i tre quarti del giro d'affari nei punti vendita stazionari erano generati in contanti, mentre nel 2016 la quota è di circa il 50%. Sebbene in Svizzera banconote e monete rimangano ancora più utilizzate che altrove - per esempio Stati Uniti o Svezia: il paese nordico punta alla società senza contanti - la tendenza di fondo sembrerebbe evidente. Il pagamento attraverso una app dello smartphone è utilizzato perlomeno saltuariamente dal 17% del campione e un altro 14% intende procedere sulla stessa strada nei dodici mesi a venire. Stando a Deloitte molti hanno installato l'applicazione, ma sono ancora pochi quelli che l'utilizzano frequentemente. Riguardo alle singole offerte, va rilevato che Twint (40%) supera leggermente Apple Pay (33%). Sempre oggi è stato pubblicato anche uno studio dell'IFZ, l'istituto di finanza della scuola universitaria professionale di Lucerna, secondo il quale attualmente lo 0,2% dei pagamenti in Svizzera viene effettuato con il cellulare.
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