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Stati Uniti
«Carenze sul riciclaggio»: multe a UBS per 125 milioni
© Gabriele Putzu
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Ats
4 ore fa
La banca deve pagare multe per un totale di 125 milioni di dollari (101 milioni di franchi) negli Stati Uniti a causa di gravi lacune nella vigilanza antiriciclaggio

UBS deve pagare una multa per un totale di 125 milioni di dollari (101 milioni di franchi) negli Stati Uniti a causa di gravi lacune nella vigilanza antiriciclaggio. Le agenzie regolatrici hanno definito l'istituto come «recidivo».

L'ufficio americano per il controllo del riciclaggio (FinCEN) ha inflitto oggi una sanzione civile di 125 milioni di dollari nei confronti della controllata UBS Financial Services Inc. Si tratta della multa più elevata mai decisa per un intermediario finanziario per violazioni del Bank Secrecy Act, legge fondamentale contro il riciclaggio negli Stati Uniti. All'indagine hanno partecipato anche la Securities and Exchange Commission (SEC), l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari, e altre autorità.

Al centro degli addebiti vi sono transazioni in valuta estera: un sistema di monitoraggio obsoleto non aveva registrato correttamente circa 52.000 operazioni per un valore di 7,6 miliardi di dollari. E un nuovo sistema introdotto nel 2021 ha risolto il problema solo in parte: a causa di errori nei dati, altre 8000 transazioni, per un valore di 2,7 miliardi di dollari, sono state monitorate in modo inadeguato. In alcuni casi la banca ha presentato le relative segnalazioni di sospetto solo anni dopo.

Inoltre sono stati contestati adempimenti insufficienti in materia di diligenza nei confronti di clienti con legami con la Russia e l'America Latina. In diversi casi, UBS non ha incluso nella propria valutazione dei rischi i collegamenti dei clienti con la Russia; in un caso, secondo la SEC, è emerso in seguito un legame con un cosiddetto oligarca soggetto a sanzioni.

UBS dovrà ora sottoporre il proprio programma antiriciclaggio a una verifica indipendente, con particolare attenzione ai rischi legati al confine meridionale degli Stati Uniti, all'Iran, alla Russia e al Venezuela. In caso di attuazione positiva FinCEN esenterà la società dal pagamento di un importo fino a 15 milioni di dollari.

La banca ha accettato l'accordo senza riconoscere formalmente le accuse. «Con l'annuncio odierno, questa questione pregressa giunge a conclusione», ha fatto sapere l'istituto interpellato dall'agenzia Awp, aggiungendo che «UBS ha collaborato pienamente con le autorità di vigilanza e ha effettuato investimenti significativi per correggere le vulnerabilità individuate e rafforzare ulteriormente il proprio programma antiriciclaggio, in linea con i principali standard del settore».

Già nel 2018 FinCEN aveva multato UBS per 14,5 milioni di dollari a causa di carenze simili. Secondo l'autorità, all'epoca la banca aveva assicurato di porre rimedio alla situazione, ma non aveva dato seguito a tali impegni per anni. Il FinCEN si sarebbe accorto dei problemi persistenti solo grazie a un'indagine condotta autonomamente.

La notizia non ha avuto un grande impatto in borsa: nel tardo pomeriggio l'azione UBS saliva di circa lo 0,3%, muovendosi perfettamente in linea con l'indice SMI. Dall'inizio dell'anno il titolo ha guadagnato il 12% e positiva è anche la performance su dodici mesi (+41%) e su cinque anni (+177%).