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Economia
Cantieri: Unia organizza protesta per chiedere aumenti salariali
Redazione
17 anni fa

Non si placa la tensione tra sindacati e impresari sui negoziati salariali nell'edilizia per il 2010: oggi a mezzogiorno Unia ha organizzato in circa 20 cantieri della Svizzera tedesca una pausa di protesta, cui hanno partecipato almeno 700 lavoratori, per rivendicare aumenti di 120 franchi al mese. La reazione della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) non si è fatta attendere: nel pomeriggio ha deciso di interrompere le discussioni con i sindacati. In una nota serale, Unia giudica "totalmente incomprensibile" la decisione presa dalla SSIC e la invita a riprendere il dialogo. In precedenza, il sindacato aveva affermato che le trattative iniziate la scorsa settimana si erano già arenate, dato che gli impresari erano disposti a concedere soltanto un "misero" aumento di 40 franchi, e alcuni intendono persino ridurre le remunerazioni agli operai. Sempre secondo Unia, "il settore edile è molto meno colpito dalla crisi rispetto al resto dell'economia", grazie anche ai grandi progetti infrastrutturali, che svolgono un ruolo anticiclico. In molti cantieri, i ritmi sono però sempre più serrati e gli straordinari sono all'ordine del giorno. Per questo motivo, Unia ha deciso di sostenere la rivendicazione di un aumento salariale di 120 franchi, organizzando la pausa di protesta: in oltre 20 cantieri svizzerotedeschi gli operai hanno smesso di lavorare alle 12:00 in punto e hanno ripreso l'attività pomeridiana con 45 minuti di ritardo. Inoltre, su cinque grandi cantieri - a Zurigo, Winterthur, Schlieren (ZH), Pfäffikon (ZH) e Sciaffusa - il personale si è ritrovato per un pranzo in comune. A Zurigo, i lavoratori hanno pure inscenato una marcia di protesta fischiando e mostrando cartelloni per richiamare l'attenzione della popolazione sulle loro richieste. In un comunicato, gli impresari hanno condannato la "provocazione" del sindacato che "vìola la pace del lavoro" sottolineando che in tal modo Unia mette seriamente in pericolo gli aumenti salariali per il prossimo anno. ATS

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