
I direttori delle finanze (CFO) svizzeri hanno adeguato le proprie aspettative in merito al tasso di cambio per l'euro: mentre un anno fa consideravano necessari almeno 1.20 franchi ora ritengono di poter convivere in un certo qual modo anche con 1.10. Lo rivela uno studio della società di consulenza Deloitte.
Dodici mesi fa, quando era ancora in vigore il cambio minimo di 1.20 franchi per un euro, Deloitte aveva posto ai CFO una domanda ipotetica: se la soglia minima dovesse scomparire, come considererebbero un corso di 1.10? I due terzi risposero che ciò avrebbe rappresentato un grande svantaggio per la loro impresa.
Alcuni mesi più tardi, in gennaio, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha revocato il tasso minimo, e il corso si è stabilizzato intorno a 1.10. Attualmente l'euro vale intorno a 1.08 franchi. Ora la soglia di 1.10 franchi non spaventa più: solo un quinto degli interrogati ha dichiarato che 1.10 costituiscono uno svantaggio per la propria azienda. Due terzi hanno valutato in maniera neutrale tale valore.
Ora inoltre solo un terzo dei 110 direttori delle finanze interpellati ritiene che il franco forte rappresenti un rischio significativo per i propri affari. Nel primo trimestre di quest'anno era di questo avviso il 71% di essi.
"Dallo shock del franco di gennaio le imprese svizzere sembrano essersi in gran parte adattate alla rivalutazione del tasso di cambio", afferma il capoeconomista di Deloitte Michael Grampp in una nota odierna.
Nonostante l'adattamento molti CFO continuano però a giudicare negative le prospettive per i loro affari: circa il 30% si è detto tendenzialmente pessimista, il 34% le reputa neutrali, un altro 34% si è mostrato piuttosto ottimista e il 2% perfino molto ottimista.
La quota di responsabili delle finanze fiduciosi si è pertanto un po' ampliata e quella dei pessimisti si è ristretta. "Sebbene le prospettive economiche continuino ad essere mitigate, l'umore generale sembra essere migliorato negli ultimi due trimestri", rileva Grampp. L'indebolimento del franco nelle ultime settimane è stato accolto con sollievo dalle aziende.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

