“Calo del Pil inferiore rispetto alle attese”
Gli analisti commentano la stima pubblicata oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia: “Contrazione rivelata ben inferiore a quanto ipotizzato in primavera”
di Keystone-ATS/MMINO
“Calo del Pil inferiore rispetto alle attese”
Foto CdT

L’impatto del coronavirus si è fatto sentire anche in Svizzera, ma grazie a diversi fattori - non da ultimo l’aumento della spesa pubblica - la contrazione del prodotto interno lordo (Pil) del 2,9% per il 2020 si è rivelata ben inferiore a quanto ipotizzato in primavera. È questo il commento degli analisti alla stima pubblicata oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco). Ecco le loro prese di posizione, che gettano spesso uno sguardo anche all’anno corrente:

Il parere di Claude Maurer, Credit Suisse
“Finora, la Svizzera ha superato la crisi relativamente bene dal punto di vista economico. Anche le nostre previsioni, sebbene fossero più ottimistiche rispetto a quelle di altri istituti, si sono rivelate troppo negative. Gli scenari catastrofici dipinti dalla Seco, dal Fondo monetario internazionale (FMI) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) non si sono materializzati. Ciò è dovuto: in primo luogo alle misure di restrizione relativamente blande adottate; in secondo luogo al ruolo importante dell’industria farmaceutica nella prima ondata e dell’economia di esportazione nella seconda ondata (Asia); in terzo luogo alle misure rapide e mirate, come il lavoro ridotto e i prestiti Covid; nonché in quarto luogo all’elevata adattabilità dell’economia. La seconda ondata sta frenando la ripresa, ma l’effetto di rallentamento è significativamente inferiore a quello della prima ondata. Di conseguenza continuiamo ad aspettarci che l’economia acceleri nel corso dell’anno”.

Il parere di David Kohl, Julius Bär
“Grazie a una spesa pubblica molto più elevata e a una domanda di investimenti sorprendentemente robusta, l’economia svizzera è cresciuta nel quarto trimestre. Come previsto, i consumi privati hanno sofferto per la pandemia mentre un po’ sorprendentemente gli investimenti nella costruzione sono stati piuttosto deboli. Ci sono state poche sorprese nella bilancia con l’estero, a parte le esportazioni di servizi, comparto che include il turismo, rivelatesi migliori del temuto. È probabile che la crescita economica rimanga debole nel primo trimestre 2021 a causa dei vincoli legati alla pandemia, prima di una forte ripresa a partire dal secondo segmento dell’anno, che dovrebbe portare a una crescita superiore al 4% per l’insieme del 2021”.

Il parere di Alexander Koch, Raiffeisen
“Grazie a reazioni estremamente variegate fra i vari rami dell’economia e all’interno dei singoli settori il crollo globale del Pil nel 2020 è stato limitato al 2,9%. Il calo è significativamente più alto del 2,1% subito nel 2009 nella scia della crisi finanziaria: ma la scorsa primavera si temeva un valore doppio della contrazione”.

Il parere di Karsten Junius, Safra Sarasin
“Anche l’economia svizzera non è rimasta immune al Covid. I consumi privati sono crollati un po’ più di quanto ci aspettassimo. È emerso quanto ci si attendeva: il ricorso a cibo ed elettronica è aumentato, mentre i servizi per il tempo libero e i ristoranti hanno sofferto. Nel complesso, tuttavia, i segnali incoraggianti superano quelli negativi. Per esempio gli investimenti e il commercio hanno continuato ad aumentare; impostante è anche l’indicazione della Seco secondo cui, a differenza della prima metà dell’anno, le catene di approvvigionamento internazionali non sono state quasi interrotte nella seconda ondata. Il fatto che la spesa pubblica molto più forte sia stata in grado di avere un effetto stabilizzante sull’economia compensando parzialmente il crollo della domanda privata parla a favore della solidità dell’economia svizzera. Comunque qualsiasi cosa diversa da un Pil in calo nel primo trimestre 2021 costituirebbe una sorpresa, considerate le misure di semi-confinamento”.

Il parere di Thomas Gitzel, VP Bank
“Nell’ultimo trimestre 2020 la Svizzera se l’è cavata di striscio. Nonostante il forte aumento dei contagi il Pil è stato in grado di registrare almeno un leggero passo avanti. Tuttavia, l’economia ha perso molto slancio rispetto al terzo trimestre. L’anno 2020 deve essere ora rapidamente archiviato. L’ampia distribuzione del vaccino sta facendo scattare il semaforo economico sul verde: tutto è pronto per una ripresa. Tuttavia i forti consumi privati durante la pandemia inducono alla cautela nelle previsioni economiche: è improbabile che questa volta si materializzino i classici effetti di recupero. La pandemia di coronavirus è speciale: soprattutto durante il periodo di lockdown sono stati fatti investimenti nell’ufficio, nell’appartamento o nella casa. Il settore del tempo libero nonché l’industria alberghiera e della ristorazione saranno invece in grado di approfittare nel breve periodo del post-Covid. Proprio questo porterà a forti tassi di crescita trimestrali del Pil”.

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