Cerca e trova immobili
Economia
Brexit: intesa segreta da 50 miliardi?
Redazione
9 anni fa

Sul palcoscenico le frecciate fra i negoziatori della Brexit appaiono sempre più velenose, al limite dell'offesa reciproca. Sotto traccia, invece, si fa di conto. E forse si delinea un primo accordo dietro le quinte fra Gran Bretagna e Ue, almeno sull'ammontare dei costi del divorzio. A dar retta al Sunday Times, e a dispetto del muro contro muro delle dichiarazioni pubbliche, il governo conservatore di Theresa May sarebbe pronto ad accettare di sborsare alla fin fine l'equivalente di 50 miliardi di sterline: un pagherò piuttosto salato, per quanto da spalmare su tre anni, e che tuttavia consentirebbe di sbloccare la trattativa (a patto di risolvere le altre questioni preliminari, quella dei diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno e quella del confine irlandese) per passare a discutere di relazioni future, commerciali in primo luogo. Ossia del tema che tocca più da vicino gli interessi britannici, come dei maggiori partner continentali. L'indiscrezione del domenicale del gruppo Murdoch non trova conferme al momento. Fonti di Downing Street, anzi, negano tutto. Mentre la retorica dei due canuti plenipotenziari del negoziato, l'emissario europeo, Michel Barnier, e il ministro britannico per la Brexit, David Davis, resta improntata a toni graffianti. Oggi da Cernobbio è piovuta la stilettata attribuita dalla Bbc a Barnier, che a margine dei lavori del forum Ambrosetti (e a microfoni rigorosamente spenti) sembra si sia lasciato andare a impartire una sorta di lezioncina nei confronti dei dirimpettai della Manica: descrivendo i colloqui in corso a Bruxelles come "un processo educativo" destinato a "insegnare al popolo britannico e a tutti gli altri cosa significhi" e quali costi abbia lasciare il club dei 28. Parole tali da provocare l'orticaria alla gran maggioranza dei sudditi di Sua Maestà, anti-Brexit inclusi. Tanto più poiché messe in bocca a un francese. E a cui Davis ha replicato bollando come una cosa sciocca, "silly", credere di poter mettere sotto pressione il Regno Unito sull'assegno di divorzio. Scambi di cortesie e smentite di rito a parte, comunque, l'ipotesi del 'compromesso' da 50 miliardi avanzata dal Sunday Times potrebbe non essere campata per aria. Il giornale chiede del resto di attendere un mese e mezzo per una controprova, sostenendo che il 'segreto' sul presunto patto valga solo fino a dopo la Conferenza annuale d'ottobre del Partito Conservatore di una ancora traballante Theresa May. La premier deve fare i conti in effetti con i dati deprimenti degli ultimi sondaggi, che portano a 5 punti (38 contro 43%) il gap attuale dal rigenerato Labour a tinte rosse di Jeremy Corbyn. Ma anche con la fronda interna degli 'euromoderati' Tory, furiosi per l'ultimatum di Downing Street ad allinearsi in vista del cruciale voto sulla legge di revoca della normativa europea (Great Repeal Bill). E sul lato opposto con i non pochi euroscettici che le preferirebbero ormai come leader Boris Johnson o magari il rampante Jacob Rees-Mogg. Mentre contro di lei aleggia persino il fantasma della regina Vittoria, evocato dalla scrittrice Daisy Goodwin, sceneggiatrice e coproduttrice d'una popolare serie tv sulla grande sovrana. "A Victoria - ha sentenziato Goodwin, sicura di non poter essere sbugiardata - questa Brexit non sarebbe piaciuta".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata