
Impiantandosi nel comune vodese di Saint-Prex (VD), il gigante minerario brasiliano Vale avrebbe risparmiato 3 miliardi di franchi d'imposte. Questa cifra, diffusa stasera dalla trasmissione "Mise au point" della televisione romanda (RTS), è stata calcolata da un economista attivo al Politecnico federale di Losanna (EPFL). Tra il 2006 e il 2009, ha dichiarato alla RTS l'economista Samuel Bendahan dell'EPFL, Vale avrebbe beneficiato di 3 miliardi di franchi quale regalo fiscale. Per calcolare questa cifra, il ricercatore si è basato sui bilanci della multinazionale e su dichiarazioni della stessa Vale. Quest'ultima non ha voluto commentare simili affermazioni. Silenzio anche da parte del Consigliere di stato vodese Pascal Broulis, responsabile del dossier. Stabilitasi in Svizzera nel 2006, Vale ha beneficiato di alleggerimenti fiscale nel quadro del decreto Bonny, peraltro abrogato nel 2007. L'azienda godeva dell'esonero totale per l'imposta cantonale e comunale e di un esonero dell'80% dall'Imposta federale diretta. Un simile trattamento fiscale ha destato malumori fuori e dentro il cantone. In particolare, il Controllo federale delle finanze ha biasimato il canton Vaud - nonché Neuchâtel - per l'applicazione del decreto Bonny. A causa del disaccordo manifestato dalle autorità fiscali federali, l'esonero dall'Imposta federale diretta sugli utili di Vale passerà dall'80% al 60% per gli anni 2006-09. Per questo lasso di tempo, la società brasiliana dovrà quindi pagare 212 milioni di franchi in più. Dall'abrogazione del decreto Bonny, il governo vodese ha modificato le proprie pratiche in materia di agevolazioni fiscali. Tutti gli esoneri devono essere convalidati dal Consiglio di stato e sono riservati ai siti di produzione industriale. ATS
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