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Economia
Borse: corsa al rialzo, record Francoforte e Tokyo
Redazione
13 anni fa

Le Borse internazionali riprendono la corsa al rialzo, dopo aver tirato il fiato ieri, rivedendo i massimi di sempre sulla spinta dei titoli finanziari. In Europa Francoforte (+0,86%) ritocca il proprio record storico col Dax che sale a 8.181,78 punti, in Giappone la Borsa di Tokyo scala quota 14.180,24 punti, toccando la vetta più alta da giugno 2008 e secondo Goldman Sachs Japan, l'indice Nikkei potrebbe centrare quota 16.000 nel giro di un anno grazie alla politica monetaria ultra espansiva messa in campo dal governo nipponico. Al di là dell'Atlantico l'indice Dow Jones di Wall Street vola di nuovo oltre l'asticella dei 15.000 punti, mentre lo S&P500, che indica l'andamento delle 500 aziende americane a maggiore capitalizzazione, segna un nuovo record a 1.625 punti (alle 20.00 ora svizzera). E non è da meno Piazza Affari, che con un guadagno dell'1,54% è oggi maglia rosa tra i listini del Vecchio Continente, staccando la stessa Francoforte, quindi Londra (+0,55%), Madrid (+0,47%) e Parigi (+0,37%). A galvanizzare gli investitori sono state le trimestrali di alcuni giganti bancari come la britannica Hsbc, la tedesca Commerzbank e la francese Société Générale, rivelatesi migliori delle attese e che fanno ben sperare per una ripresa del settore. Le prime due hanno messo a segno sui listini rialzi vicino al 3% mentre la terza ha addirittura chiuso col botto (+5,68%). L'euforia sui mercati azionari si riflette anche su quello dei titoli di Stato con gli investitori che fanno incetta di asset più redditizi come i Btp e i Bonos spagnoli. E così lo spread col Bund tedesco precipita a distanza di una settimana nuovamente sotto i 260 punti (256), col tasso sul decennale del Tesoro al 3,86%. Il differenziale della Spagna si attesta a 279 punti base col rendimento dei titoli iberici al 4,08%. Sui mercati valutari, l'euro tiene contro la valuta americana restando sopra 1,30 dollari a 1,3088, ma in seguito al taglio dei tassi da parte della Bce di giovedì scorso la flessione contro il biglietto verde è stata significativa. Il giorno prima che il presidente Mario Draghi mettesse mano alle forbici, la divisa unica europea era infatti salita fino a 1,3243 dollari, segnando la quotazione più alta dal 25 febbraio. ATS

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