
La tempesta finanziaria con epicentro l'Italia si è spostata in Oriente, colpendo le borse di Asia e Pacifico, che hanno replicato nelle prime ore di questa mattina il risultato negativo di Wall Street e dell'Europa, amplificandolo. Tokyo ha lasciato sul campo il 2,9%, Sidney il 2,35% ed Hong Kong, ancora in fase di contrattazioni, cede il 5,1%. Sui mercati orientali si è creata una vera e propria miscela esplosiva, che ha messo insieme le preoccupazioni sull'Italia con il calo degli ordini di macchine per l'industria in Giappone, il rallentamento delle esportazioni cinesi ed il quinto ribasso consecutivo delle quotazioni delle materie prime; il rame è sceso del 3% e la gomma del 7,3%. Risultato: a Tokyo, oltre al nuovo tracollo di Olymmpus (-17,12%) alle prese con i conti truccati nel 2008, il produttore di pneumatici Yokohama ha ceduto il 7,87%, Toshiba il 6,65% e Toho Zinc il 5,75%. Effetto conti semestrali su Jgc (-10,08%) e Chioyoda (-6,92%), scivolone di Inpex (-6,2%), più cauta invece Toyota (-1,69%). Sotto pressione ad Hong Kong, ancora aperta, l'immobiliare New World (-8,65%) e la banca anglo-cinese Hsbc (-8,84%), mentre il colosso dell'export tessile negli Usa Li & Fung cede il 6,5%. Difficoltà a Seul per Lg (-11,27%), Woori Finance (-7,34%) e Hyundai Motor (-5,74%), mentre a Sidney sono scivolati gli estrattivo-minerari Fortescue (-8,04%), Murchinson (-6,9%) e Rio Tinto (-2,64%). ATS
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