
Dopo aver aperto al ribasso sulla scia delle chiusure di Wall Street e dei mercati asiatici la Borsa svizzera ha rapidamente guadagnato terreno in mattinata, virando in positivo. Alle 11:30 l'indice dei valori guida SMI segnava 5219.93 punti (+0,81% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in crescita dello 0,64% a 4566,12 punti. In evidenza è oggi UBS (+4,26%): il rialzo viene considerato un rimbalzo tecnico dopo due sedute fortemente negative, in cui il titolo ha aveva perso quasi il 20%, ma si torna anche a discutere sul ritiro della Confederazione, attraverso la vendita del prestito convertibile o delle relative azioni: l'effetto della diluzione del capitale è già considerato dal mercato, che potrebbe per contro vedere di buon occhio il fatto che UBS non debba più versare interessi relativamente elevati. Anche il segnale in quanto tale ("UBS non ha più bisogno di aiuto") sarebbe positivo. Al risollevamento dei valori bancari partecipano anche, in misura minore, Credit Suisse (+1,60%) e Julius Bär (+2,91%). In positivo anche gli assicurativi Swiss Re (+0,70%), Zurich (+1,57%) e Bâloise (+1,72%), mentre in controtendenza è Swiss Life (-2,17%). Nel settore del lusso spicca Richemont (+2,61) dopo la pubblicazione di un utile annuale sì in calo, ma non così tanto come si poteva temere. Un andamento poco unitario viene offerto dai valori difensivi Nestlé (+0,15%), Roche (-0,21%) e Novartis (+1,17%), mentre Adecco (-2,01) soffre per i timori della congiuntura mondiale. Qualche indicazione in più a questo proposito arriverà nel pomeriggio, quando giungeranno i dati americani sui prezzi alla produzione e sulle richieste disoccupazione. ATS
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