
La borsa svizzera ha virato in positivo nel pomeriggio, anche se rimane poco dinamica: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8171,73 punti, in progressione dello 0,15% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,01% a 8884,18 punti. Al centro dell'attenzione figura la politica monetaria: la Federal Reserve ha operato un aumento del costo del denaro, segnalando inoltre che procederà più velocemente del previsto con ulteriori ritocchi. Da parte sua la Banca nazionale svizzera non ha invece toccato il tasso di riferimento. Il corso dell'euro è rimasto stabile, mentre il dollaro è salito ai massimi dell'anno sul franco. Tutto quanto era sostanzialmente preventivato e oggi sono quindi mancati gli impulsi in grado di dare un orientamento deciso ai corsi. Fin dall'apertura il mercato elvetico si è così mosso all'interno di una stretta banda di oscillazione. In evidenza è Credit Suisse (+2,94%), ancora più tonica degli altri due bancari UBS (+0,18%) e Julius Bär (+0,52%). È opinione comune che l'ulteriore aumento dei tassi previsto negli Usa avrà un impatto positivo sui ricavi degli istituti. Nello stesso comparto finanziario hanno perso un po' di smalto rispetto alla mattinata gli assicurativi Zurich (+0,07%), Swiss Life (+0,14%) e Swiss Re (+0,10%). In ordine sparso si presentano i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,37%), Adecco (+0,45%), Geberit (-0,37%) e LafargeHolcim (-0,28%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,60%) in difficoltà allo stesso modo di Richemont (-1,27%). Actelion (+3,80%) rimane sorvegliata speciale anche dopo la rinuncia all'acquisizione da parte di Johnson & Johnson: ora potrebbe farsi avanti la francese Sanofi. Nello stesso comparto farmaceutico salgono pure Novartis (+1,45%) e Roche (+0,17%), mentre arretra il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,28%). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (+0,66%), SGS (+0,19%), Swisscom (-0,38%) e Syngenta (+0,59%). Nel mercato allargato crolla Lonza (-6,90%), che ha annunciato l'acquisizione dell'americana Capsugel: i dubbi degli investitori riguardano sia il prezzo, sia questioni più di fondo legate alla strategia del gruppo. Il titolo si era trovato sotto pressione già nelle scorse sedute, dal momento della conferma di negoziati in corso fra le due aziende.
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