
La borsa svizzera scivola in territorio negativo con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore circa dalla chiusura segna una flessione dello 0,49% a 7'789,25 punti, mentre il listino complessivo SPI perde lo 0,41% a quota 8'543,30. La piazza di Zurigo si muove nella scia delle altre principali borse europee, che rimangono deboli anche dopo l'avvio in territorio positivo di Wall Street. L'indice principale SMI scende così sotto la soglia dei 7'800 punti per la prima volta dallo scorso giugno. I mercati, secondo gli analisti, sono nervosi a pochi giorni dalle elezioni presidenziali negli USA. Vi è inoltre attesa per l'imminente riunione della Banca centrale americana: nell'immediato non sono attesi mutamenti di rotta, ma dall'appuntamento potrebbero giungere indicazioni circa un eventuale aumento dei tassi a dicembre. Sul fronte interno i listini sono appesantiti dai giganti della farmaceutica Novartis (-0,64%) e Roche (-1,14%), mentre il colosso dell'alimentare Nestlé segna una progressione dello 0,35%. Tutti negativi i bancari: Credit Suisse, che giovedì pubblica i risultati del terzo trimestre, arretra dello 0,22%, UBS dello 0,93% e Julius Bär dello 0,70%. Sotto la soglia della parità pure il segmento del lusso: Swatch lascia sul terreno lo 0,71% e Richemont lo 0,31%. Oggi è stato reso noto che ChemChina ha prolungato per la quarta volta la sua offerta pubblica di acquisto di Syngenta: in borsa il titolo dell'industria agrochimica basilese sta perdendo lo 0,46%. Sul mercato allargato l'attenzione è puntata su EFG (-3,56%) che oggi ha annunciato di aver portato a termine l'operazione di acquisizione della ticinese BSI.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

