
Dopo un inizio cautamente positivo la borsa svizzera ha virato in negativo, confermando una tendenza in atto da diverse sedute: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8681,81 punti in flessione dello 0,36% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,35% a 8550,00 punti. Sul mercato pesano i deludenti dati congiunturali tedeschi nonché le incertezze legate al crollo del rublo e al calo del prezzo del petrolio. Stando agli operatori il potenziale di recupero è limitato. Scarsa è infatti la propensione al rischio da parte degli investitori, che guardano già alla decisione sui tassi che prenderà domani la Federal Reserve americana e alle scadenze sul mercato dei derivati, venerdì. Proprio l'avvicinarsi dei termini sul mercato Eurex continua - come già ieri - a mettere sotto pressione i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,72%), Novartis (-0,73%) e Roche (-1,07%), con un notevole impatto sull'SMI. Poco mossi appaiono per contro i bancari UBS (+0,12%) e Credit Suisse (-0,12%). ABB (+0,05%) ha annunciato una joint venture con la giapponese Hitachi, mentre Holcim (+0,52%) approfitta del via libera deciso da Bruxelles alla sua fusione con Lafarge. Nel mercato allargato tonfo di Meyer Burger (-16,46%), penalizzata da un cambiamento di raccomandazione di Credit Suisse e, più in generale, dalla flessione del prezzo del petrolio. In difficoltà anche Schmolz+Bickenbach (-7,08%), che ha sospeso il processo di dismissione delle sue attività di distribuzione in quattro paesi.
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