
Dopo una mattinata in rialzo la borsa svizzera ha virato in negativo, sebbene in modo meno marcato rispetto ad altre piazze europee: alle 15.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 5745,96 punti (-0,38% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,43% a 5205,73 punti. Tiene banco, una volta ancora, la crisi del debito europeo: a far tornare il pessimismo, in vista del vertice di domani e dopodomani dei capi di stato e di governo dell'UE, sono le indiscrezioni di stampa che riferiscono di una contrarietà della Germania a sommare la capacità di finanziamento del fondo salva-stati Efsf con quella del fondo permanente Esm. Gli occhi sono inoltre puntati sulla Banca centrale europea, che - sempre secondo alcune voci - domani potrebbe annunciare misure straordinarie per stimolare i prestiti tra le banche e far ripartire il motore economico. Hanno bruscamente cambiato rotta, rispetto al mattino, i bancari UBS (-1,66%), Credit Suisse (-1,76%) e Julius Bär (-0,83%), come pure gli assicurativi Swiss Re (-0,57%) e Zurich (-0,43%). Fra i titoli più legati alla congiuntura tiene ancora Adecco (+0,46%), mentre ABB è ormai sotto la linea (-0,06%). Non molto lontano dalla parità si muovono i difensivi Nestlé (-0,19%) e Novartis (+0,10%). Roche è in calo dello 0,54%. Migliore titolo del listino è la sempre volatile Transocean (+0,93%). Nel mercato allargato progressione per BKW (+1,05%), che oggi ha annunciato il taglio di ulteriori 200 posti di lavoro. ATS
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