
Dopo un rafforzamento sul mezzogiorno, la Borsa svizzera è ritornata al di sotto della parità, malgrado i segnali positivi giunti dai futures su Wall Street. Sulla piazza elvetica incide la performance negativa di Nestlé e dei due giganti farmaceutici. Alle 14.30 circa il listino principale SMI segna 6111,07 punti, in calo dello 0,19%. L'indice allargato SPI è a quota 5522,75 (-0,09%). I mercati sono in attesa dell'esito dei negoziati sulla riduzione del debito della Grecia, rilevano gli operatori. Le trattative sulla rinuncia di parte delle pretese dei creditori privati sono state interrotte nel fine settimana. D'altro canto gli impulsi dall'Asia sono scarsi, dato che diverse piazze sono chiuse in concomitanza con l'inizio dell'anno cinese del drago. Buona la performance dei titoli bancari, con UBS in salita dell'1,90%, Credit Suisse del 2,02% e Julius Bär dello 0,98%. In positivo anche i valori guida assicurativi, con Zurich Financial in crescita dello 0,84% e Swiss Re dell'1,66%. Un'informazione secondo cui Francia e Germania mirerebbero a un allentamento delle regole sui capitale delle banche aiuta il settore finanziario europeo, hanno osservato i broker. Novartis, che venerdì aveva subito una contrazione di quasi il 4% spiegata dagli osservatori con problemi sorti per il medicinale Gilenya contro la sclerosi a placche, è in calo dello 0,67%. Negativi anche gli altri due titoli difensivi di peso: Roche scende dello 0,92%, Nestlé dello 0,84%. Sul mercato allargato, nel primo pomeriggio è stata annunciata la sospensione fino alla chiusura della seduta del titolo Petroplus, ha precisato la Borsa svizzera. La misura è stata presa su richiesta della società che gestisce raffinerie di petrolio, finita in difficoltà finanziarie. ATS
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