
Dopo una seduta altalenante, la Borsa svizzera ha terminato gli scambi con l'indice SMI dei valori guida in discesa dell'1,17% a 6654,33 punti. L'indice complessivo SPI ha registrato una contrazione pure dell'1,17% a quota 5609,97. Le contrattazioni erano partite bene sulla scia dall'intervento di salvataggio della Federal Reserve (Fed) sul colosso statunitense Aig. La Fed ha concesso all'AIG un finanziamento da 85 miliardi di dollari. Ma con il passare del tempo i timori di un allargarsi della crisi hanno preso il sopravvento. Sul finale di seduta i listini svizzeri si sono indebolti parallelamente all'andamento negativo a Wall Street. Il nervosismo sui mercati è mostrato dall'andamento dell'azione UBS, hanno osservato gli operatori. Dopo essere partito con un guadagno del 13%, il titolo è scivolato in poco tempo in territorio negativo a oltre -4%, per poi risalire e scendere di nuovo. Ha terminato la seduta con una flessione del 5,65% a 15,70 franchi. Il Credit Suisse è in calo del 2,71% (a 45,90 franchi), la Julius Bär dell'1,39% (a 60,45 franchi). Sul settore ha influito negativamente l'andamento a New York di titoli bancari, quale Morgan Stanley, in forte calo malgrado risultati trimestrali superiori alle previsioni, e Wachovia. Fra gli assicurativi, Swiss Re, in forte ribasso ieri, ha chiuso con un rialzo dell'1,76% (a 55 franchi). Aumento per Zurich Financial Services (+2,88% a 276,50 franchi) e calo per Bâloise (-3,72% a 78,85 franchi) e Swiss Life (-2,66% a 164,70 franchi). Perdite più contenute per Nestlé (-0,78% a 48,60 franchi), Novartis (-0,92% a 59,35 franchi), mentre Roche è in crescita (+0,55% a 182 franchi). Fra le altre blue chip, Holcim, in netta controtendenza negli ultimi giorni sulla scia di voci di un'entrata di un grosso investitore estero e di un possibile matrimonio con il gigante francese Lafarge, è in discesa dell'1,09% (a 86,05 franchi). ATS
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