
Dopo un avvio incerto, i listini della borsa svizzera hanno virato in positivo a metà mattinata per attestarsi saldamente in territorio al di sopra della parità sulla scia dell'approvazione da parte del parlamento tedesco della riforma del fondo salva-Stati e di dati macro positivi provenienti dagli Usa. L'indice dei titoli guida SMI ha terminato la sua corsa a 5608,60 punti, in crescita dell'1,03%. Sul mercato allargato, l'SPI ha guadagnato lo 0,90% a 5080,92 punti. Oltre alla decisione del Bundestag tedesco, sempre dalla Germania sono giunte notizie positive sull'impiego. A tale riguardo, anche negli Usa vi è stato un calo delle richieste per sussidi di disoccupazione. Inoltre, è stato rivisto al rialzo il Pil del secondo trimestre, mentre è aumentato il numero di nuovi impieghi creati. Particolarmente ricercati i titoli bancari. UBS ha guadagnato il 2,63% a 11,30 franchi, il Credit Suisse il 3,40% a 24,96 franchi e Julius Baer l'1,80% a 31,36 franchi. Sergio Ermotti, nuovo Ceo ad interim di UBS, intende ridimensionare l'investment banking e orientarlo in funzione dei bisogni della clientela. L'UBS continuerà tali attività, tuttavia la banca d'investimento sarà meno complessa, si assumerà meno rischi e disporrà di meno capitale. Quanto a Julius Bär, la banca ha ammesso di figurare nell'elenco degli istituti di credito che devono fornire alle autorità giudiziarie statunitensi dati sul numero dei propri clienti. In crescita anche i titoli ciclici come ABB (+2,71% a 16,30 franchi), Holcim (+4,17% a 49 franchi), Adecco (+3,77% a 38,55 franchi). ABB ha annunciato che intende puntare maggiormente sulla tecnologia solare, mediante un ampliamento della produzione in Estonia, dove l'azienda è attiva dal 1992. Tra gli assicurativi, ZFS è avanzata del 2,86% a 194,30 franchi e Swiss Re del 3,90% a 43,70 franchi. Tra i pesi massimi, Roche e Novartis sono salite, rispettivamente, dell'1,24% a 146,40 franchi e dello 0,79% a 50,80 franchi. Bene Nestlé: +1,41% a 50,20 franchi. Nella notte, un tribunale di New York ha respinto una causa inoltrata da Sandoz (filiale di Novartis) contro la Bayern circa la pillola anticoncezionale Yaz e Yasmin prodotta dal colosso tedesco. Secondo la corte, le accuse di Sandoz a Bayern di formare un monopolio non sono state sufficientemente provate. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

