
La Borsa svizzera ha chiuso in deciso calo. Il mercato aveva aperto in ribasso sulla scia dell'andamento sfavorevole delle piazze asiatiche e dell'incertezza sulle conseguenze della catastrofe nucleare in Giappone. Con il peggioramento a Wall Street, i listini si sono appesantiti ulteriormente. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 6351,60 punti, in flessione dell'1,37%. L'indice allargato SPI ha terminato la seduta a quota 5794,53 (-1,36%). Tranne Synthes (+0,23% a 128,90 franchi) e Lonza (+0,06% a 77,15 franchi), tutte le blue chip elvetiche sono in calo. Fra i bancari, flessione dell'1,76% per UBS (a 16,71 franchi), dell'1,67% per Credit Suisse (a 40,10 franchi) e del 2,10% per la Julius Bär (a 39,55 franchi). Quanto agli assicurativi, Swiss Re ha lasciato sul terreno il 2,77% (a 54,45 franchi), Zurich Financial l'1,03% (a 241,40 franchi). Il calo più marcato è stato segnato da Transocean (-4,13% a 71,90 franchi), malgrado la società attiva nelle trivellazioni off-shore abbia annunciato oggi un record di perforazione in alto mare. Gli operatori hanno ricondotto l'andamento del titolo alla riduzione del prezzo del petrolio e del corso del dollaro. In chiaro arretramento anche Richemont (-3,03% a 51,20 franchi). Tra i titoli difensivi di peso, Nestlé (-0,66% a 52,55 franchi) e Roche (-0,67% a 133,60 franchi) hanno limitato le perdite. Novartis è in flessione dell'1,61% (a 49,59 franchi). Fra i titoli più sensibili ai cicli congiunturali ABB è in discesa dell'1,99% (a 21,70 franchi). ATS
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