
Dopo un avvio altalenante imputabile alle incertezze che pesano sulla crisi Ucraina, la Borsa svizzera ha guadagnato fiducia nel pomeriggio grazie anche a speculazioni su un possibile - e ulteriore - allentamento della politica monetaria europea. In chiusura di contrattazioni, l'indice dei valori guida SMI ha guadagnato lo 0,41% a 8545,12 punti. L'indice allargato, l'SPI si è fermato a 8430,99 punti, in crescita dello 0,55% rispetto a venerdì. Tra i titoli bancari, UBS ha ceduto lo 0,66% a 18,13 franchi, penalizzato dal pagamento di un dividendo di 0,25 franchi per azione. L'altro grande istituto, Credit Suisse, ha ceduto lo 0,30% a 27,03 franchi. Per quanto riguarda quest'ultimo titolo, la settimana è incominciata con vendite, seppur moderate, sulla scia di quanto accaduto la settimana scorsa in seguito ai problemi col fisco e la giustizia americana. Il presidente del PS Christian Levrat ha chiesto le dimissioni del CEO Brady Dougan, necessarie a suo dire per imprimere alla banca un nuovo corso. Dal canto suo, Julius Bär ha guadagnato lo 0,29% a 41,32 franchi. Tra gli assicurativi, Zurich ha chiuso invariata a 256,80 franchi, mentre Swiss Re è progredita dello 0,26% a 78,50 franchi. Tra i titoli difensivi, Nestlé è cresciuta dell'1,01% a 69,80 franchi, Novartis dello 0,19% a 78,70 franchi, mentre Roche ha ceduto lo 0,12% a 255,80 franchi. Giornata positiva per i titoli ciclici. ABB ha guadagnato un +2,47% a 21,15 franchi; Adecco è salita dell'1,96% a 72,90 franchi e Holcim del 2,60% a 79,05 franchi.
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