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Economia
Borsa svizzera soffre con crisi Ucraina
Redazione
12 anni fa

Complice la crisi diplomatica tra Russia e Ucraina e i futures su Wall Street, la Borsa svizzera sta soffrendo anche nel primo pomeriggio: verso le 15:00, l'indice SMI dei titoli guida segna 8'321.73 punti, in calo dell'1,81% rispetto alla chiusura di venerdì, mentre l'indice complessivo SPI si attesta a quota 8'015.06 (-1,78%). Oggi è stato reso noto che le spese personali dei consumatori americani sono aumentate in gennaio dello 0,4%. L'aumento è superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su un incremento dello 0,1%. I redditi sono invece saliti dello 0,3%. Sul fronte della zona euro è stato inoltre comunicato che l'indice Pmi manifatturiero a febbraio è stato rivisto in lieve rialzo a 53,2 punti da 53 della prima lettura, ma comunque in calo rispetto ai 54 punti di gennaio. Sullo SMI pesano il gigante dell'alimentare Nestlé (-0,98%) e della farmaceutica Novartis (-1,29%). Peggio fa Roche (-2,95%), che stamane ha annunciato di aver bloccato anzitempo uno studio di fase III sul medicamento Tarceva per un tipo di cancro ai polmoni a causa della mancanza di dati clinici significativi circa la sua efficacia. Di segno nettamente negativo anche i titoli bancari, con UBS che perde il 3,07% e Credit Suisse il 2,13%. In rosso anche Julius Bär (-3,25%), che oggi ha reso noto di aver ridotto il salario annuale del suo direttore generale Boris Collardi da 6,7 a 5,9 milioni. Sul mercato allargato Kühne+Nagel sta lasciando sul terreno il 3,03%: il gigante svittese attivo nel settore della logistica e dei trasporti ha registrato lo scorso anno una progressione del 23,4% dell'utile netto, a 607 milioni di franchi. Il fatturato ha fatto segnare un aumento dello 0,8% a 20,93 miliardi di franchi.

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