
La borsa svizzera si mantiene in rialzo, ma ha perso dinamismo rispetto a metà seduta, quando è salita ai massimi da sette anni. Alle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8986,83 punti, in progressione dello 0,16% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,19% a 8837,47 punti. Dopo una partenza con il freno tirato il mercato ha virato rapidamente in positivo, superando la soglia dei 9000 punti per la prima volta dall'autunno 2007. "L'SMI merita una standing ovation", ha commentato un operatore. Per gli specialisti il ritorno ad alta quota va comunque relativizzato, perché la soglia è di natura essenzialmente simbolica. E il record assoluto di 9500 punti è ancora lontano. Il quadro complessivo rimane comunque positivo, favorito dalla politica monetaria ultraespansiva praticata dalle banche centrali e dalle speranze di un rasserenamento congiunturale. Anche in Svizzera, stando all'indice ZEW/CS, gli esperti finanziari sono più ottimisti circa l'evoluzione economica nei prossimi sei mesi. In una giornata sostanzialmente povera di impulsi - l'unico dato macro internazionale concerneva la costruzione di case negli Usa, sceso a dispetto delle attese - l'attenzione si concentra su aspetti legati ai singoli titoli. Holcim (+2,04%) beneficia di alcuni commenti di analisti dopo la giornata degli investitori. Fra gli altri titoli maggiormente sensibili ai cicli congiunturali Adecco (+0,62%) appare più tonica di ABB (+0,18%) e soprattutto Geberit (-0,24%), che pure si era ben comportata ieri. Ha recuperato una parte delle perdite SGS (-0,56%), inizialmente sotto pressione dopo la pubblicazione di risultati deludenti da parte del concorrente inglese Intertek. Riguardo a Swisscom (-0,17%) il Consiglio federale ha fatto sapere di non prevedere al momento di cedere la quota in mano alla Confederazione. Per il resto vanno citati altri titoli a forte capitalizzazione come UBS (+0,12%), Credit Suisse (+0,28%), Nestlé (+0,14%), Novartis (-0,27%) e Roche (+0,52%).
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