
La Borsa svizzera si mantiene sopra la soglia della parità con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna un lieve progresso dello 0,14% a 9'124,80 punti, mentre il listino complessivo SPI sale dello 0,20% a quota 10'415,46. I mercati azionari europei si muovono in territorio positivo, ad eccezione di Madrid, che accusa i contraccolpi della crisi catalana. Gli operatori rimangono comunque cauti in attesa di maggiore chiarezza sul piano di taglio delle imposte alle imprese annunciato dal presidente Usa Donald Trump. Sembra invece passata in secondo piano la crisi nordcoreana. Sul fronte interno i listini sono sostenuti dagli assicurativi: Zurich Insurance avanza dell'1,69%, Swiss Re dell'1,33% e SwissLife dello 0,74%. Allungano decisamente il passo, nel segmento del lusso, pure Swatch e Richemont (entrambe +1,26%). Poco tonico, viceversa, il comparto bancario, con UBS in flessione dello 0,30% e Julius Bär dello 0,26%. Solo Credit Suisse riesce a mantenersi a galla (+0,13%). Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé arranca (-0,06%), Roche scivola dello 0,57%, mentre Novartis sale dello 0,30%. Prevalentemente negativi i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,50%), Geberit (-0,33%), Sika (-0,42%) e LafargeHolcim (-0,18%). Fuori dal coro solo Adecco (+0,54%). Rallenta anche SGS (-0,17%), progredita ieri del 4,83% grazie a una valutazione positiva di Morgan Stanley. Sul mercato allargato Feintool cede l'8,29%. Le quotazioni della Banca nazionale salgono invece del 6,39%. In ripresa anche il titolo di Aryzta (+3,61%).
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