
Inizio di settimana in deciso ribasso per la Borsa svizzera. Come già la settimana passata, gli investitori temono un giro di vite nella politica monetaria americana. Le borse di Asia e Pacifico hanno subito un marcato calo stamane. Verso le 14.45 l'indice principale SMI registrava una flessione dell'1,92% a 7'278.56 punti, toccando il livello più basso da febbraio. Il listino completo SPI era a quota 6'890.86 (-1,89%). La Borse cinesi hanno visto oggi la giornata peggiore degli ultimi quattro anni dopo che la banca centrale ha definito "ragionevole" la quantità di liquidità presente nel sistema finanziario lasciando intendere il mantenimento della stretta del credito. L'indice della Borsa di Shanghai ha perso il 5,3%. Secondo gli operatori i mercati rimarranno volatili per qualche tempo. Nel frattempo in Germania è stato reso noto che l'indice Ifo che monitora il clima di fiducia delle imprese tedesche è salito a giugno lievemente, a 105,9 punti da 105,7 di maggio. Il dato è in linea con le previsioni degli analisti. Oggi potrebbero giungere stimoli da dati congiunturali americani. Tutte le blue chip elvetiche sono in rosso. Fra i titoli più sensibili alle oscillazioni della congiuntura, ABB cede il 2,32%, Adecco lo 0,58%, Geberit l'1,74% e Holcim il 2,00%. Nel segmento del lusso, Richemont lascia sul terreno il 2,83%, Swatch Group l'1,16%. Fra i bancari, Credit Suisse arretra dell'1,92%, UBS dell'1,33% e Julius Bär dell'1,21%. I due valori guida assicurativi scendono rispettivamente dell'1,26% Swiss Re e dello 0,84% Zurigo. Forti ribassi anche per i titoli difensivi di peso: Nestlé è in discesa 2,06%, Novartis del 2,08% e Roche del 2,37%. ATS
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