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Economia
Borsa svizzera: si conferma poco mossa
Redazione
10 anni fa

Si conferma poco mossa anche nel pomeriggio la borsa svizzera: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8268,87 punti, in progressione dello 0,11% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,09% a 9005,25 punti. La seduta sta trascorrendo nella calma, con gli investitori assai poco attivi. L'attenzione degli specialisti è ormai già rivolta al nuovo anno, anche se qualcuno si aspetta un certo movimento se il Dow Jones dovesse riuscire a superare la soglia dei 20'000 punti. Sul fronte interno traina il mercato Novartis (+0,88%): l'azione sembra voler finalmente emergere e questo potrebbe rappresentare un segnale anche per Roche (+0,17%), ha commentato un operatore: proprio il settore farmaceutico è almeno in parte all'origine della performance tuttora negativa quest'anno del mercato azionario elvetico, con l'SMI arretrato del 6%. Actelion (-0,32%) è sotto la linea: alcuni osservatori si aspettano novità riguardo a possibili fusioni ancora prima della fine di dicembre. L'ultima indicazione ufficiale è che l'azienda renana sta conducendo negoziati esclusivi con Johnson&Johnson. Stanno arretrando Credit Suisse (-0,33%) - Moody's ha confermato il rating A1, dopo l'accordo da 5,3 miliardi negli Usa - e UBS (-0,49%), mentre si difende meglio Julius Bär (+0,21%). In rosso è anche il comparto assicurativo, con Swiss Life (-0,41%) fra Zurich (-0,21%) e Swiss Re (-0,61%). Fra i valori maggiormente sensibili alla congiuntura LafargeHolcim (+0,56%) e ABB (+0,74%) appaiono più toniche di Geberit (+0,15%) e soprattutto di Adecco (-0,96%). Positivo è il segmento del lusso, con Richemont (+0,57%) più ispirata di Swatch (+0,29%). Non presentano unanimità di vedute Givaudan (+0,60%), SGS (-0,05), Swisscom (-0,33%) e Syngenta (invariata). Pesa negativamente sul listino il peso massimo difensivo Nestlé (-0,34%). Nel mercato allargato sotto pressione è Accu Holding (-40,71%), dopo che l'autorità di sorveglianza della borsa SIX ha stabilito come il gruppo, in difficoltà finanziarie e con gravi problemi di liquidità, non sia più in grado di rispettare gli obblighi legati al mantenimento della quotazione: le azioni saranno perciò sospese dal 3 gennaio. Uscirà da parte sua definitivamente dalla borsa, ma in aprile, Norinvest Holding (-3,85%): la decisione è stata presa per motivi di costi, tenendo conto anche dei bassi volumi di contrattazione.

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