
I ribassi alla Borsa svizzera si sono approfonditi nel primo pomeriggio. Poco dopo le 15.00, lo SMI segnava 5294,25 punti, in calo del 2,28%. L'indice complessivo SPI perdeva il 2,07% a quota 4379,9. D'altro canto dagli USA sono giunti dati macroeconomici sfavorevoli. Le richieste di sussidio di disoccupazione la scorsa settimana sono aumentate di 3.000 unità a quota 588.000, rimanendo così sui massimi da 26 anni. Il dato è peggiore rispetto alle stime degli economisti che si aspettavano un calo a quota 575.000. Gli ordini di beni durevoli in dicembre hanno registrato una contrazione del 2,6%. Al netto del settore dei trasporti si è avuta una flessione del 3,6%. I dati sono peggiori delle previsioni che indicavano una flessione del 2% per l'indice generale e del 2,7% al netto dei trasporti. Sulla piazza elvetica prosegue la debolezza dei giganti bancari. L'UBS subisce un tonfo dell'11,12%, il Credit Suisse perde il 3,93%. Per l'UBS gli operatori hanno indicato alla Reuters che il calo è messo in relazione a speculazioni su ingenti perdite che la banca avrebbe subito nella negoziazione. Sono in decisa flessione anche gli assicurativi, con Swiss Life in discesa del 6,96%, Swiss Re del 3,38%, la Bâloise del 2,55%, Zurich Financial Services del 2,05%. Ieri i titoli finanziari avevano messo a segno forti guadagni. Swatch Group è in ribasso del 2,66%. Il numero uno al mondo dell'orologeria ha annunciato un fatturato stagnante per il 2008 (+0,4%) a 5,96 miliardi di franchi. Penalizzanti sono risultati in particolare gli ultimi due mesi, ha fatto sapere la società esprimendo prudenza ma non pessimismo per i prossimi mesi. Gli analisti avevano pronosticato in media un giro d'affari di 6,12 miliardi. Sulla scia di Swatch è in calo anche il titolo del produttore di beni di lusso Richemont (-3,85%). La Nestlé (+1,19%) è l'unica blue chip a sottrarsi alla tendenza. La Novartis arretra del 2,43%, la Roche del 2,17%. ATS
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