
La borsa svizzera, che stamane ha aperto le contrattazioni in leggero calo in relazione alle incertezze che regnano attorno alla prossima riunione della Banca centrale americana, si mantiene al di sopra della parità, con l'indice SMI dei titoli che a metà pomeriggio segna 8'001.77 punti, in crescita dello 0,38%, mentre l'indice complessivo SPI avanza dello 0,34% a quota 7'630.09. L'inversione di tendenza si deve in particolare ai giganti difensivi Nestlé (+0,46%), Novartis (+0,65%) e Roche (+0,42%). Lo SMI risale così, seppur di poco, sopra gli 8 mila punti, dopo che ieri era sceso sotto questa soglia psicologica per la prima volta da metà ottobre. Stando agli esperti la seduta odierna non registra spunti di rilievo. Gli impulsi vengono piuttosto dagli Stati Uniti, con l'intesa tra Camera e Senato sul bilancio, che potrebbe indurre la Banca centrale americana a ridurre il suo programma miliardario di sostegno dell'economia. Un'eventuale stretta potrebbe intervenire in occasione della riunione del Comitato di politica monetaria della FED, in agenda il 17 e il 18 dicembre. Quanto al programma per la risoluzione dei conflitti fiscali con gli USA oggi è stata resa nota l'adesione di altri tre istituti, tra cui la Banca Coop e la Banca Migros. Sono in territorio positivo UBS, che sale dello 0,54%, Credit Suisse (+0,11%), così come Julius Bär (+0,36%). Deboli Zurich Insurance (-0,24%) e Swiss Re (-0,06%). Nel segmento del lusso Swatch avanza dello 0,35% e Richemont dello 0,40%. Contrastati i titoli ciclici, con Adecco che sale dello 0,15% e Holcim dello 0,31%, mentre ABB lascia sul terreno lo 0,13%.
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