
Le perdite alla Borsa svizzera si sono appesantite nel primo pomeriggio. La piazza elvetica soffre, come le altre borse europee, a causa della crisi del debito negli Stati Uniti e in Europa. Poco dopo le 15.10 il listino principale SMI segna 5863,51 punti, in discesa dell'1,26%. L'indice allargato SPI è a quota 5377,80 (-1,33%). Nel frattempo continua la debolezza dell'euro che ha registrato nei confronti del franco un nuovo minimo a 1,1404 franchi. Il dollaro si è avvicinato al record negativo della settimana scorsa di 0,8085 franchi. Per giovedì è previsto un vertice dei 17 paesi di Eurolandia su nuovi aiuti alla Grecia. L'incertezza che domina sui mercati tocca in modo particolare i valori bancari. Il Credit Suisse cede il 3,05%, l'UBS l'1,46% e la Julius Bär l'1,76%. Secondo gli operatori, sul titolo del Credit Suisse incide un articolo del domenicale SonntagsZeitung, secondo cui la banca negli USA dovrà affrontare negli USA problemi analoghi a quelli dell'UBS. Tra gli assicurativi Zurich Financial è in calo dell'1,74%, Swiss Re dell'1,22%. A Zurigo, in attesa dei bilanci semestrali di diverse blue chip elvetiche, fra cui Novartis (-0,62%) domani, Roche (+0,07%) e ABB (-2,50%) giovedì, gli occhi sono puntati sulla Georg Fischer, che scende del 2,10%, malgrado il gruppo industriale sciaffusano abbia annunciato un utile netto semestrale più che raddoppiato, meglio delle attese degli esperti. Anche Kühne+Nagel ha pubblicato i dati del primo semestre. Il titolo perde il 4,32%. Gli investitori hanno accolto male in particolare la correzione al ribasso delle prospettive di crescita. Il fabbricante solettese di componenti elettronici Schaffner ha lanciato oggi un avvertimento su utili e fatturato per l'esercizio in corso, che si chiuderà a fine settembre. La borsa ha reagito negativamente: l'azione segna una contrazione dell'11,59%. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

