
Gli indici della Borsa svizzera restano in forte calo, sulla scia dell'inasprimento delle tensioni tra Washington e Pyongyang a causa della minaccia nucleare. Alle 15.20 l'SMI cede l'1,47% a 9'027.73 punti, l'SPI l'1,43% a 10'282.40 punti. L'indice di volatilità VSMI, una specie di barometro della paura, sale del 15% attestandosi al livello più alto da fine giugno. Intanto l'euro è sceso fino a 1.1262 franchi, segnando la maggior svalutazione giornaliera dall'abbandono del tasso di cambio minimo nel gennaio 2015. Tra le blue chip Swiss Life (-3,22%) è il titolo più pesante. Secondo il giornale economico "Expansión" l'assicuratore zurighese intende rilevare dal gruppo immobiliare spagnolo Hispania il settore degli edifici adibiti ad uffici per circa 510 milioni di euro. Tra gli altri assicurativi Swiss Re perde il 2,29% e Zurich l'1,88%. Sempre sotto pressione i bancari (Credit Suisse -2,89%, Julius Bär -2,80% e UBS -2,07%). Perdono oltre un punto percentuale anche i ciclici e il lusso, mentre fanno un pochino meglio Swisscom (-0,46%), Lonza (-0,62%) e SGS (-0,78%). Tra i pesi massimi difensivi Nestlé cede l'1,26% e Novartis l'1,58%, mentre Roche limita i danni a un -0,77%. Quest'ultimo ha stipulato un accordo di licenza con l'azienda statunitense Dermira per cedere una parte dei diritti mondiali sullo sviluppo e la commercializzazione del suo preparato contro l'asma Lebrikizumab, in fase di sperimentazione. Il gruppo americano testerà il Lebrikizumab soprattutto per il trattamento della dermatite atopica.
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