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Economia
Borsa svizzera sempre orientata al ribasso
Redazione
14 anni fa

La seduta prosegue in ribasso alla borsa svizzera: alle 15.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 6891,24 punti (-0,16% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,13% a 6340,76 punti. Dopo aver toccato la settimana scorsa il suo massimo da diversi anni, con l'SMI fuggevolmente sopra i 7000 punti, il mercato sta vivendo alcune sedute di consolidamento. Le variazioni dei singoli titoli sono comunque limitate e l'intero indice sta oggi oscillando all'interno di una fascia assai ridotta, pari a circa 20 punti. Stando agli operatori l'atmosfera generale rimane positiva anche se sembra difficile prevedere come si muoveranno i corsi entro la fine dell'anno. Molto dipenderà dall'esito delle discussioni sul bilancio negli Usa. Questa settimana potrebbe avere un impatto anche la scadenza, venerdì, di diversi derivati Eurex, complici anche gli imprevisti guadagni realizzati dalle azioni nelle scorse settimane. Per quanto riguarda i singoli titoli in difficoltà è UBS (-0,86%), che secondo articoli di stampa potrebbe essere chiamata a versare una multa di 1,5 miliardi di franchi per le manipolazioni sui tassi. In negativo fra i bancari è anche Credit Suisse (-0,62%), mentre Julius Bär (+0,58%) ha cambiato direzione. Poco mossi sono gli assicurativi Swiss Re (+0,08%) e Zurich (-0,13%): quest'ultima società ha stimato in 700 milioni di dollari l'impatto dei danni provocati dall'uragano Sandy negli Usa, un valore superiore alle attese. Fra i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura l'attenzione è concentrata su Holcim (-1,22%), che ha annunciato una ristrutturazione in Europa. Anche ABB (invariata) stenta a decollare. Nel segmento del lusso Swatch (-0,67%) e Richemont (+0,21%) non hanno un andamento unitario. Fra i pesi massimi difensivi sono rimasti fermi al palo Nestlé (invariata) e Novartis (invariata): Roche (-0,64%) ha per contro accentuato le perdite. Nel mercato allargato tonfo di Valiant (-6,41%) dopo la notizia dell'interruzione dei negoziati in vista di una fusione con la Banca cantonale bernese. Sotto pressione è anche Alpiq (-5,07%): venerdì aveva comunicato la necessità di procedere a rettifiche di valore per 1,4 miliardi. Sugli scudi Vögele (+13,88%), al centro - per l'ennesima volta - di voci su una possibile acquisizione da parte di un gruppo più grande. ATS

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