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Economia
Borsa svizzera: sempre orientata al rialzo
Redazione
13 anni fa

Prosegue la fase di rialzo alla Borsa svizzera, in recupero dopo alcune settimane di magra. Alle 15.05 l'indice dei titoli guida SMI segnava 7887,36 punti (+0,72% rispetto a ieri), mentre il listino allargato SPI era in crescita dello 0,76% a 7540,36 punti. Gli occhi degli operatori sono puntati una volta ancora sulla Federal Reserve: vi è molta attesa sulle comunicazioni che farà stasera il presidente Ben Bernanke in relazione al tapering, la progressiva riduzione degli stimoli monetari. "To taper or not to taper?" è l'amletico dilemma, con le opinioni degli specialisti che divergono assai. C'è chi ritiene che, visto il rasserenamento sul fronte congiunturale e immobiliare, la banca centrale comincerà a stringere i bulloni già in dicembre, mentre altri scommettono su interventi solo a partire dal 2014. Per molti investitori ora è il momento di definire le posizioni con cui si concluderà l'anno: quella che sta per finire è infatti l'ultima settimana borsistica completa del 2013, che si chiuderà fra l'altro venerdì con il "giorno delle streghe": quattro volte all'anno - il penultimo venerdì alla fine di ogni trimestre - scadono futures e opzioni su indici e azioni. Questo provoca spesso un aumento degli scambi e un'elevata volatilità, che possono portare a importanti sbalzi. Fra i singoli titoli rimangono ben orientati i bancari UBS (+1,18%) e Credit Suisse (+0,89%), mentre continua a faticare Julius Bär (-0,81%). In ambito assicurativo Swiss Re (+2,39%), dopo la pubblicazione dell'ultimo studio Sigma, appare più tonica di Zurich (+0,40%). Acquisti sono segnalati sui titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (+0,75%), Adecco (+2,01%) e Geberit (+1,39%). Nel segmento del lusso Richemont (+0,59) è un passo dietro a Swatch (+1,49%). Contribuiscono a trainare il listino i giganti farmaceutici Novartis (+0,88%) e Roche (+1,07%), mentre è andato appannandosi il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,08%), Nel mercato allargato si è risollevata dai minimi di seduta Valartis (-0,59%), che ha annunciato di non volersi inserire nella categoria 2 nell'ambito del braccio di ferro fiscale con gli Usa.

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