
La seduta rimane nervosa e i corsi sono ancora nettamente in ribasso alla borsa svizzera, ma il mercato sembra essere riuscito a stabilizzarsi dopo che, poco prima di mezzogiorno, aveva avviato un movimento negativo che stava assumendo sempre più i contorni del crollo, con un arretramento di oltre il 3%. Alle 15.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 7953,33 punti (-2,35% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione del 2,34% a 7826,00 punti. La piazza elvetica non ha potuto sottrarsi a una tendenza che sta interessando tutto il continente. Lo SMI è così sceso sotto gli 8000 punti per la prima volta dal dicembre scorso e gli specialisti non escludono più nemmeno un ripiegamento sulla soglia dei 7750 punti. A tenere banco rimangono le preoccupazioni relative alla congiuntura: stando agli operatori lo scetticismo di fondo rischia addirittura d'aumentare se le imprese cominceranno a ridurre le loro previsioni nel quadro dei risultati trimestrali. La volatilità è elevata e tutti guardano con attenzione ai prossimi dati macroeconomici che arriveranno nel pomeriggio dagli Usa. La pressione maggiore sul listino elvetico è dovuta a Nestlé (-3,81%), che ha presentato un fatturato dei primi nove mesi inferiore alle stime ed è arrivata a perdere oltre il 4%. Hanno informato sull'andamento degli affari anche Roche (-1,51%) - vendite solide - e Syngenta (-2,29%), che pure era partita bene. Novartis (-2,28%) non si smarca dall'andamento generale. Perdite ancora maggiori sono segnate dai bancari UBS (-3,73%) e Credit Suisse (-3,78%), già sotto pressione nelle scorse sedute, che soffrono anche per i conti non entusiasmanti presentati da Bank of America. Le vendite interessano ora anche gli assicurativi Swiss Re (-2,78%) e Zurich (-2,59%): il comparto negli ultimi tempi si era comportato meglio del resto del listino, ma stando agli operatori adesso comincia a risentire dei timori di un allungamento della fase di tassi bassi. Non è giornata nemmeno per i valori maggiormente sensibili ai cicli economici come ABB (-1,77%), Adecco (-1,95%), Geberit (-2,26%) e Holcim (-3,44%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,70%) si muove in linea con Richemont (-1,73%). La blue chip meno bersagliata dagli ordini di cessione è Transocean (-1,00%), che ha annunciato contratti per un volume di 610 milioni di dollari. Nel mercato allargato Sulzer (-4,32%) ha presentato un dato deludente relativo alle nuove commesse. In contro tendenza Zehnder (+1,76%), grazie alla vendita di un immobile in Cina.
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