
La Borsa svizzera rimane in forte perdita anche nel pomeriggio: l'indice principale SMI alle 15:15 scende ancora del 2,10% a 8'908.97 punti, mentre quello allargato SPI del 2,03% a 10'246.93. Tutti i titoli principali sono in calo. A trascinare maggiormente in basso il listino zurighese sono i bancari UBS (-2,57%) e Credit Suisse (-4,01%), così come Swatch (-3,41%) e il ciclico ABB (-3,14%), nonché i tre pesi massimi difensivi Novartis (-1,82%), Nestlé (-1,45%) e Roche (-1,33%). Credit Suisse, che è il titolo al momento che perde di più a livello percentuale, ha smentito le indiscrezioni circolate in mattinata a proposito di una perdita di 500 milioni di dollari (462,6 milioni di franchi) causata da un investimento in un prodotto anti-volatilità, il quale ieri ha perso una gran parte del proprio valore. La grande banca, in una presa di posizione scritta, indica che le perdite accusate dal titolo sono da correlare esclusivamente all'andamento negativo del mercato in generale. Per quanto riguarda Novartis, invece, il ministro della giustizia greco, Stavros Kontonis, ha fatto sapere stamattina che vengono consegnati oggi gli atti relativi ad accuse di corruzione nei confronti di diversi politici locali in relazione a presunti favori concessi alla multinazionale basilese. Quest'ultima pare che avrebbe potuto continuare a vendere i suoi prodotti nel Paese mediterraneo a prezzi maggiorati. Registrano crolli oltre il 3% pure il ciclico Lonza (-3,71%) e l'assicurativo Swiss Re (-3,06%). Quest'ultimo risente della forte pressione subita dal concorrente Munich Re, dopo la pubblicazione dei risultati, erosi a causa di catastrofi naturali. Sul mercato allargato è decisamente in controtendenza Idorsia, in rialzo del 5,25%, dopo aver annunciato stamattina una perdita netta nel 2017 di 14 milioni di franchi (secondo le norme contabili GAAP), inferiore ai 22,9 milioni su cui scommettevano gli analisti. Ma il vero vincitore della giornata sembra al momento la società austriaca AMS, quotata alla Borsa svizzera, che produce microcircuiti elettronici. Al momento il titolo guadagna ben il 13,20%, dopo che l'azienda si è detta pronta a lanciare un bond convertibile da 600 milioni di euro e dopo aver presentato conti migliori delle stime. Sul fronte opposto Dufry (-3,12%), che ha finalizzato l'introduzione dei titoli della sua filiale americana Hudson a Wall Street. In forte perdita pure Dätwyler (-1,62%), nonostante abbia registrato lo scorso anno un fatturato di 1,29 miliardi di franchi, in crescita del 6,2% rispetto al 2016, e un utile netto in progressione del 9,6%, attestatosi a 123,7 milioni.
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