
Dopo avere allungato il passo nel pomeriggio sulla scia delle performance di alcuni pesi massimi, la Borsa svizzera ha terminato la seduta con l'indice principale SMI in crescita dell'1,86% a 7460,52 punti. L'indice allargato SPI è progredito dell'1,49% a quota 6195,12. Sotto la luce dei riflettori oggi figuravano tre blue chip che hanno presentato le cifre trimestrali: Credit Suisse, ABB e Nobel Biocare. Il Credit Suisse è stato colpito più del previsto dalla crisi dei mutui negli Stati Uniti. Nel primo trimestre la seconda banca svizzera ha registrato una perdita netta di 2,148 miliardi di franchi, dopo un utile di 2,729 miliardi nello stesso periodo dell'anno scorso. Gli analisti contattati dall'agenzia AWP si attendevano mediamente un risultato negativo di 687 milioni di franchi, quelli interrogati dalla Reuters 857 milioni. Nel solo periodo gennaio-marzo le rettifiche di valore nell'Investment Bank sono ammontate a 5,3 miliardi. Negativo il giudizio della banca Wegelin: semplicemente deludenti. Nonostante ciò il titolo è in forte rialzo: +4,19% a 54,75 franchi. Il corso si mantiene alto in base dell'opinione che le cose sarebbero potute anche andare peggio, ha detto un broker alla Reuters. L'UBS, che ieri ha tenuto l'assemblea generale ordinaria che ha approvato fra l'altro la nomina di Peter Kurer a presidente del Cda e una ricapitalizzazione per 15 miliardi di franchi, è in aumento dell'1,36% (a 35,70 franchi). In lieve discesa invece la Julius Bär (-0,20% a 76,25 franchi). L'ABB ha messo a segno la migliore performance del listino principale con un guadagno del 6,51% (a 31,10 franchi). Nel primo trimestre il gruppo elevetico-svedese ha accresciuto dell'87% a un miliardo di dollari l'utile netto. Il risultato operativo è salito del 65% rispetto a un anno prima, portandosi a 1,35 miliardi. Quanto al fatturato, è progredito del 29% a 7,96 miliardi di dollari. L'entrata di ordinativi ha segnato un incremento del 28% a 10,94 miliardi. Situazione inversa invece per Nobel Biocare che lascia sul terreno l'11,24% (a 39,50 franchi). L'utile netto è in calo del 25,1% a 32,9 milioni di euro nel primo trimestre e il giro d'affari del gruppo attivo negli impianti dentali è sceso del 4,8% in euro a 155,6 milioni. Nobel Biocare si attendeva un primo trimestre difficile. Le incertezze dell'economia si ripercuoteranno tuttavia sull'insieme dell'esercizio molto più del previsto, ha ammesso il presidente della direzione Domenico Scala, citato in una nota. Fra le altre blue chip vanno segnalate le forti performance di Novartis (+2,89% a 51,70 franchi) e di Roche (+2,29% a 174,50 franchi), che hanno dato una chiara spinta al mercato. Contenuta invece la crescita di Nestlé (+0,35% 495,25 franchi). Robusto anche il rialzo di Richemont (+3,31% a 60,95 franchi) e di Synthes (+2,60% a 142,20 franchi). Contrastati gli assicurativi, con Swiss Re in salita dell'1,66% (a 85,55 franchi), Swiss Life dello 0,85% (a 297,25 franchi) e Bâloise dello 0,37% (a 108,80 franchi), mentre Zurich Financial Services è in flessione dello 0,49% (a 306 franchi). ATS
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