
Dopo la seduta negativa di ieri, la Borsa Svizzera è oggi ritornata in territorio positivo, sospinta dagli impulsi provenienti dagli Stati Uniti e dall'Asia nonché dalla netta progressione dei titoli finanziari. Nonostante la flessione del peso massimo Novartis, lo SMI ha terminato le contrattazioni in rialzo dell'1,29% a quota 5417,93 punti, l'allargato SPI ha segnato un +1,42% a quota 4472,64. L'andamento generale è stato meno euforico rispetto alle altre principali borse europee, ma ha comunque beneficiato dell'ipotesi che sia gli Usa sia l'Europa possano dare vita a una "bad bank" col compito di assorbire i titoli a rischio ancora in circolazione. Tra i titoli che sono avanzati maggiormente figurano quelli di UBS (+10,17% a 15,92 franchi), Credit Suisse (+11,95% a 32,6 franchi) e Julius Baer (+7,27% a 36,9 franchi). In netto rialzo anche i titoli di Swiss Re (+11,53% a 32,5 franchi), Swiss Life (+8,09% a 66,1 franchi) e Zurich Financial (+7,41% a 219 franchi). In territorio negativo hanno invece concluso i titoli di Nestlé (-0,94% a 40,24 franchi), Roche (-0,54% a 165,6 franchi) e soprattutto Novartis (-5,5% a 48,62 franchi), il cui utile nel quarto trimestre si è fissato a 1,51 miliardi di dollari, mentre gli analisti interrogati dalla Reuters si attendevano in media 1,90 miliardi. Per la Banca cantonale di Zurigo "le cifre sono leggermente inferiori alle elevate aspettative". Per quanto riguarda Roche, si è saputo oggi che gli eredi del fondatore Fritz Hoffmann-la Roche hanno deciso di prolungare a tempo indeterminato il pool degli azionisti. Il contratto che li legava sarebbe scaduto a fine 2009. Essi conservano quindi la maggioranza dei voti della società farmaceutica fondata a Basilea nel 1896. ATS
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