
La Borsa svizzera ha terminato una giornata di segno positivo. Parallelamente all'indebolimento di Wall Street, i guadagni si sono però assottigliati. L'indice principale SMI ha terminato a quota 5436,39, in crescita dello 0,89%. L'indice complessivo SPI è aumentato dello 0,85% a 4699,77 punti. Il mercato elvetico è stato trascinato dai titoli finanziari. "Il fatto che negli USA le banche inizino a restituire in parte gli aiuti ottenuti dallo Stato infonde fiducia", ha affermato un operatore. L'UBS è salita del 4,84%, chiudendo a 15,60 franchi, il Credit Suisse dell'1,01% (a 50,10 franchi), la Julius Bär dello 0,67% (a 45,30 franchi). La JP Morgan ha migliorato la valutazione delle banche d'investimento attive a livello globale, fra cui i due giganti elvetici, è stato indicato. Fra gli assicurativi, Swiss Re ha guadagnato il 2,65% (a 39,58 franchi), Swiss Life dell'1,99% (a 102,50 franchi), Zurich Financial dell'1,47% (a 199,80 franchi) e la Bâloise dello 0,99% (a 86,80 franchi). Fra i pesi massimi difensivi, la Novartis ha frenato il listino, subendo una contrazione dell'1,01% (a 42,98 franchi). La Roche è salita dello 0,70% (a 142,90 franchi) e la Nestlé dello 0,36% (a 39,80 franchi). Solo due altre blue chip sono in perdita: Synthes (-1,45% a 108,60 franchi) e Swisscom (-0,63% a 315 franchi). Actelion (+2,83% a 56,30 franchi), Holcim (+3,25% a 60,30 franchi), Nobel Biocare (+2,91% a 26,14 franchi), Richemont (+2,15% a 23,74 franchi) e Syngenta (+2,43% a 273,50 franchi) sono in progresso di oltre il 2%. Nel mercato allargato la Rieter è in progresso dello 0,54% (a 186,50 franchi). I vertici intendono esaminare una suddivisione del gruppo, ha detto il Ceo Hartmut Reuter in un'intervista rilasciata alla Handelszeitung. ATS
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