
Dopo i forti aumenti degli ultimi giorni e una giornata trascorsa quasi sempre al di sotto della linea di demarcazione, la Borsa svizzera ha terminato la seduta in lieve rialzo. Il listino principale SMI ha chiuso a 7458,66 punti, in aumento dello 0,01%. L'indice allargato SPI ha concluso a quota 6854,89 (+0,07%). Gli operatori avevano previsto una giornata senza grandi sussulti e così è stato. Nemmeno le dichiarazioni rilasciate al Forum economico di Davos (WEF) dal presidente della Bce Mario Draghi, secondo cui ai progressi sui mercati finanziari non sono seguiti gli stessi miglioramenti nell'economia reale, hanno fatto registrare variazioni di rilievo. E neppure l'apertura positiva di Wall Street ha influito sensibilmente sul corso dei listini. Per quanto riguarda i singoli titoli, dopo una mattinata in crescita UBS ha perso vigore nel pomeriggio, cedendo alla fine lo 0,98% (a 16,09 franchi). Hanno invece chiuso in aumento sia Credit Suisse (+0,07% a 27,38 franchi) che Julius Bär (+1,86% a 37,31 franchi). Fra gli assicurativi, Zurich ha perso lo 0,19% (a 260,70 franchi), mentre Swiss Re ha guadagnato lo 0,29% rispetto a ieri (a 70 franchi). Tra i farmaceutici, hanno concluso la seduta in calo Novartis (-0,72% a 62,15) e Roche (-0,49% a 203,50). Nestlé, l'altro titolo difensivo di peso, è invece salito dello 0,87% a 64,10 franchi. Poco mossi i ciclici, tranne Holcim che ha registrato un incremento dell'1,34% a 71,70 franchi. Bene anche Syngenta (+0,38% a 401,50 franchi), che stamane ha annunciato la conclusione positiva dell'offerta pubblica d'acquisto (OPA) lanciata in settembre per rilevare Devgen. Il gruppo agrochimico basilese ha rilevato il 98,32% dei titoli dell'impresa belga. Nell'indice allargato spicca l'andamento (+37,50% a 0,22 franchi) di Mondobiotech, specializzata nelle malattie rare, che ha trovato un partner in grado di garantirle un avvenire sicuro: si tratta dell'italiana Pierrel Research International. ATS
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