
La Borsa svizzera ha virato in negativo, con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna 9'094,64 punti, in flessione dello 0,39%. L'indice complessivo SPI arretra dello 0,41% a quota 8'939,48. Mentre il calendario macro americano è vuoto, nell'Eurozona sono stati diffusi i dati sull'inflazione (0,3% a novembre) e sulla disoccupazione (11,5% a ottobre). Gli esperti, a commento degli affari in borsa, affermano che l'atmosfera generale rimane buona e che la tendenza rialzista potrebbe riaffiorare, in considerazione di ulteriori allentamenti della politica monetaria della Banca centrale europea e della diminuzione del prezzo del petrolio. Proprio ieri l'Opec ha deciso di non tagliare la produzione di greggio. L'indice delle blue chip zurighesi è appesantito dai giganti difensivi, con Nestlé che scivola all'indietro dello 0,28% e Roche che lascia sul terreno lo 0,62%. Novartis rimane invece incollata sulla quotazioni di ieri. Tra i bancari UBS non registra variazioni, mentre si indeboliscono Julius Bär (-0,84%) e soprattutto Credit Suisse (-1,0%). Per nulla tonici gli assicurativi, mentre sono di segno meno i titoli più esposti ai cicli congiunturali: in particolare ABB, che perde quasi il 2,0%. In controtendenza rispetto all'andamento generale del mercato Givaudan (+0,83%) e, nel segmento del lusso, Richemont (+0,39%)
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