
A circa un'ora dall'inizio delle contrattazioni, la Borsa svizzera è risalita in territorio positivo. Verso le 11.40, il listino principale SMI segnava 4484,13 punti, in aumento dello 0,46% rispetto alla chiusura di ieri. L'indice allargato SPI era a quota 3760,73 (+0,28%). Sono attesi impulsi dalle decisioni sui tassi della Banca centrale europea e da quella inglese. Nel pomeriggio saranno poi pubblicate le richieste di sussidi disoccupazione negli USA, hanno rammentato gli operatori. Il mercato è trascinato dai due giganti farmaceutici: Novartis guadagna il 3,28%, Roche il 4%. In calo invece l'altro peso massimo difensivo, la Nestlé (-1,04%). L'evoluzione positiva del listino principale è sorretta anche dall'ABB (+1,99%). Sono inoltre in rialzo Actelion (+1,10%) e Synthes (+0,22%). In discesa in particolare i titoli finanziari. L'UBS è in flessione del 2,54%, il Credit Suisse è in ribasso del 5,57%, la Julius Bär del 3,71%. Le grandi banche sono finite ancora una volta sotto la luce dei riflettori negli USA. Ieri sera Mark Branson, un manager dell'UBS, ha affermato nel corso dell'audizione davanti alla sottocommissione di inchiesta del Senato americano che la banca non trasmetterà nuovi dati al fisco USA (IRS). Branson si è scusato per gli errori commessi dall'UBS, ma ha anche criticato il modo di procedere delle autorità americane. Fra le assicurazioni, calo dell'1,09% per Swiss Life, del 2,61% per Zurich Financial, del 2,72% per Swiss Re e del 3,50% per la Bâloise. ATS
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