
La borsa svizzera riprende quota, con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna +0,17% a 8'638,19 punti, mentre l'indice completo SPI sale dello 0,27% a quota 10'396,57. In mattinata è stato diffuso l'indice Zew che misura le aspettative degli investitori in Germania, risultato peggiore delle attese degli analisti, mentre le buste paga trimestrali sono cresciute in Francia meno del previsto (+0,2%). In linea con i pronostici, invece, il dato sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, che in maggio sono saliti dello 0,2%. Gli occhi rimangono intanto puntati sulla Federal Reserve, domani, e sulla Banca centrale europea, dopodomani, che potrebbe annunciare la fine del Qe, il programma di acquisto di titoli di stato per immettere nuovo denaro nell'economia europea. Sulla piazza zurighese appaiono contrastati i titoli difensivi, con il gigante dell'alimentare Nestlé in crescita (+0,35%), mentre arretrano i farmaceutici Novartis (-0,11%) e Roche (-0,26%). Trend al rialzo per i bancari: UBS (+0,16%), Julius Bär (+0,50%) e Credit Suisse (+0,35%) si situano tutti al di sopra della soglia della parità. Nello stesso comparto finanziario Zurich Insurance (+1,03%) fa un deciso passo avanti, mentre più modesti sono i progressi di Swiss Life (+0,06%) e Swiss Re (+0,23%). Nel segmento del lusso negativa sia Swatch (-1,21%), sia Richemont (-0,30%). In una giornata povera di risultati aziendali si presenta dinamica Sika, che guadagna il 2,06%. ABB, tra i titoli più esposti alle variazioni congiunturali, appare relativamente solida (+0,48%). Il CEO Ulrich Spiesshofer ha affermato in un'intervista pubblicata oggi dal Financial Times che il colosso energetico svizzero potrebbe procedere a una massiccia riduzione di impieghi negli Stati Uniti, in conseguenza dei dazi all'importazione sull'alluminio e sull'acciaio imposti da Washington. Sul mercato allargato Landis+Gyr sta salendo dell'1,93%.
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