
La seduta prosegue in ribasso per la borsa svizzera, anche se si assiste a un certo recupero rispetto alle prime ore: alle 15.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 5746,17 punti (-0,54% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,62% a 5352,86 punti. Il mercato viene descritto come molto nervoso. Gli investitori temono le conseguenze della crisi dell'Eurozona: in primo piano vi sono le banche spagnole, ma molti ritengono che comunque poco o nulla si muoverà prima delle elezioni in Grecia, il 17 giugno. Aumentano intanto i dubbi riguardo alla tenuta della congiuntura globale, alla luce degli ultimi dati macroeconomici pubblicati negli Stati Uniti, in Cina e in Europa. Per quanto concerne i singoli titoli si presentano in ordine sparso i bancari UBS (-0,73%), Credit Suisse (+0,54%) e Julius Bär (-1,14%), protagonisti in negativo la settimana scorsa. Fra gli assicurativi Zurich (-0,78%) - che ha annunciato la partenza verso l'italiana Generali del numero uno del comparto "General Insurance" Martin Senn - si muove meglio di Swiss Re (-2,13%). Poco tonici appaiono i valori maggiormente legati ai cicli congiunturali come ABB (-0,33%), Adecco (-1,30%) e Holcim (-0,99%), come pure, nel segmento del lusso, Richemont (-0,87%) e Swatch (-1,07%). Un calo ancora più marcato viene palesato da Actelion (-1,98%). Faticano oggi a mostrare resistenza nei confronti della corrente generale anche i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,55%), Novartis (-0,56%) e Roche (-0,07%). ATS
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