
La Borsa svizzera rimane debole nel primo pomeriggio, con l'indice SMI dei titoli guida che verso le 15.30 segna una flessione dell'1,26% a 8'945,07 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dell'1,17% a quota 8'790,74. Fattori di incertezza sono rappresentati dal clima di instabilità politica in Grecia e soprattutto dal forte calo dei prezzi del petrolio, che gli esperti interpretano come un segnale di raffreddamento della congiuntura mondiale. Oggi si registra peraltro un indebolimento dell'euro, che si è avvicinato alla soglia minima di 1,20 franchi fissata dalla Banca nazionale. Sotto pressione è finita nuovamente Transocean (-5,78%), che opera nel settore delle piattaforme petrolifere. Trascinano i listini verso il basso anche i pesi massimi difensivi, con Nestlé che scivola dell'1,19%, Novartis dell'0,98% e Roche dell'1,26%. UBS cede l'1,10% e peggio fa Credit Suisse (-2,20), mentre Julius Bär contiene le perdite a -0,31%. Non sfuggono al movimento al ribasso gli assicurativi (Zurich Insurance -0,92%; Swiss Re -1,25%) e prosegue nel segmento del lusso la discesa di Swatch (-1,19%). Più marcata ancora la flessione della concorrente Richemont (-2,19%), dopo i segnali di rallentamento in provenienza dalla Cina. Tutti di segno meno i valori più esposti ai cicli congiunturali, con ABB che arretra dell'1,70%, Holcim dello 0,65% e Geberit dello 0,83%.
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