
La borsa svizzera svizzera, dopo una partenza al ribasso, rimane negativa con l'indice SMI dei titoli guida che in fine di mattinata segna una contrazione dello 0,25% a 7'741,72 punti, mentre il listino complessivo SPI scende dello 0,34% a quota 8'482,37. I mercati continuano quindi ad essere nervosi viste le incertezze che regnano sul risultato delle imminenti elezioni negli Stati Uniti. Le possibilità di una vittoria di Donald Trump sono aumentate negli ultimi giorni e secondo gli analisti l'imprevedibilità del candidato repubblicano spaventa gli investitori. Oggi si conclude peraltro la riunione della Federal Reserve americana, i cui risultati saranno resi noti in serata, dopo la chiusura delle borse europee. Gli specialisti prevedono un nulla di fatto in materia di tassi di interesse, ma dall'appuntamento potrebbero giungere indicazioni interessanti circa un eventuale aumento a dicembre. Sul fronte interno appaiono sotto pressione le banche, tutte in picchiata: Credit Suisse cede il 2,56%, Ubs il 2,47% e Julius Bär il 2,44%. Deboli pure gli assicurativi, con Swiss Life e Zurich Insurance che arretrano di oltre l'1%, così come i valori ciclici: LafargeHolcim in particolare scivola all'indietro del 2,49% Riescono invece a mantenersi a galla i pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé allunga leggermente il passo dello 0,35% e il trend è positivo anche per i farmaceutici Roche (+0,49%) e Novartis (+0,36%). Sul mercato allargato hanno pubblicato i risultati trimestrali Barry Callebaut (+1,06%) e OC Oerlikon (-5,01%).
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