
Rimane negativa la Borsa svizzera: verso le 11:30 l'indice SMI dei titoli guida segnava 8'361.02 punti, in calo dell'1,35% rispetto alla chiusura di venerdì, mentre l'indice complessivo SPI si attestava a quota 8'048.14 (-1,38%). L'avvio di settimana in rosso è dovuto all'intensificarsi delle tensioni tra Russia e Ucraina. Sul fronte della zona euro è stato inoltre comunicato che l'indice Pmi manifatturiero a febbraio è stato rivisto in lieve rialzo a 53,2 punti da 53 della prima lettura, ma comunque in calo rispetto ai 54 punti di gennaio. Sullo SMI pesano il gigante della farmaceutica Roche (-2,32%), l'alimentare Nestlé (-0,98%) e Novartis (-0,82%). Di segno negativo anche i titoli bancari, con UBS che perde il 2,60% e Credit Suisse l'1,66%. Male anche Julius Bär (-2,06%), che oggi ha reso noto di aver ridotto il salario annuale del suo direttore generale Boris Collardi da 6,7 a 5,9 milioni. Sul mercato allargato Kühne+Nagel sta lasciando sul terreno il 2,95%: il gigante svittese attivo nel settore della logistica e dei trasporti ha registrato lo scorso anno una progressione del 23,4% dell'utile netto, a 607 milioni di franchi. Il fatturato ha fatto segnare un aumento dello 0,8% a 20,93 miliardi di franchi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

