
La borsa svizzera rimane fiacca, con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna un calo dello 0,26% a 9'304,16 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,27% a quota 10'655,98. Dopo l'approvazione da parte del senato americano della riforma fiscale del presidente Donald Trump, la giornata non presenta stimoli e gli investitori - ha detto un analista - non sembrano voler uscire allo scoperto. Sul piano macro economico Eurostat ha comunicato stamane un calo delle vendite al dettaglio a ottobre nell'Eurozona e nell'Ue, mentre il Giappone segnala un'espansione del settore dei servizi, anche se a un ritmo più lento. Peggio delle attese, infine, il deficit commerciale americano in ottobre salito dell'8,6%. Sul fronte interno il settore bancario, sostenuto nei giorni scorsi dal piano di riduzione delle tasse di Trump, sembra aver esaurito la propria forza propulsiva: UBS (-029%), Credit Suisse (-0,35%) e Julius Bär (-0,44%). Deboli, nello stesso comparto finanziario, pure gli assicurativi Swiss Life (-1,23%), Swiss Re (-1.68%) e Zurich Insurance (-0,34%). Il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,95%), tra i pesi massimi difensivi, è uno dei pochi titoli che sostengono i mercati e si fa quindi preferire ai farmaceutici Novartis (-1,55%) e Roche, che marcia sul posto. Al momento tutti i valori ciclici più sensibili alle variazioni congiunturali sono sotto la soglia della parità, ad eccezione di LafargeHolcim (+0,09%). Ha nel frattempo virato in negativo anche il segmento del lusso con Swatch a -0,03% e Richemont a -0,17%. Sul mercato allargato l'attenzione è puntata su Cham Paper Group, che stamane ha annunciato un riorientamento aziendale, con la cessione alla sudafricana Sappi delle attività di produzione di carte speciali. Il titolo in borsa sta guadagnano il 2,51%.
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