
La borsa svizzera rimane debole in fine di mattinata, con l'indice SMI dei principali titoli che verso le 11.40 segna un calo dello 0,32% a 9'299,17 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,34% a quota 10'648,63. Dopo l'approvazione da parte del senato americano della riforma fiscale presentata dal presidente Donald Trump, la giornata non presenta spunti per ulteriori spinte al rialzo e gli investitori - ha detto un analista - non sembrano voler uscire allo scoperto. Sul piano macro economico Eurostat ha comunicato stamane un calo delle vendite al dettaglio a ottobre nell'Eurozona e nell'Ue, mentre il Giappone segnala un'espansione del settore dei servizi, anche se a un ritmo più lento. Sul fronte interno il settore bancario, sostenuto nei giorni scorsi dal piano di riduzione delle tasse di Trump, sembra aver esaurito la propria forza propulsiva: solo UBS avanza leggermente dello 0,18%: flettono invece Credit Suisse (-0,24%) e Julius Bär (-0,26%). Deboli, nello stesso comparto finanziario, pure gli assicurativi Swiss Life (-0,48%) e Swiss Re (-0,92%), mentre Zurich Insurance riesce a rimanere a galla (+0,07%). Il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,71%), tra i pesi massimi difensivi, è l'unico a sostenere il mercato e si fa quindi preferire ai farmaceutici Novartis (-1,25%) e Roche (-0,32%). Al momento tutti i valori ciclici più sensibili alle variazioni congiunturali sono sotto la soglia della parità. Sopra la linea di demarcazione, viceversa, il segmento del lusso con Swatch a +0,77% e Richemont a +0,23%. Sul mercato allargato l'attenzione è puntata su Cham Paper Group, che stamane ha annunciato un riorientamento aziendale, con la cessione alla sudafricana Sappi delle attività di produzione di carte speciali. Il titolo in borsa sta guadagnano il 2,63%.
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